Stretto di Hormuz, petroliera colpita da un proiettile: equipaggio illeso, danni al ponte di comando
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Redazione Esteri
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Una petroliera battente bandiera internazionale è stata centrata da un proiettile non identificato mentre transitava nello Stretto di Hormuz, uno dei punti nevralgici per il traffico energetico mondiale. A darne notizia è stata l'United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto), l'ente britannico che monitora la sicurezza marittima nella regione, secondo cui il comandante della nave ha prontamente segnalato l'impatto e i danni riportati, per fortuna circoscritti al ponte di comando e senza conseguenze per i membri dell'equipaggio, tutti risultati illesi.
L'episodio, la cui dinamica resta avvolta nell'incertezza, si inserisce in un clima di crescente tensione internazionale, con il Bahrein che ha reso noto di essere stato preso di mira da diversi droni di provenienza iraniana, accusando direttamente Teheran di voler «sabotare gli sforzi di pace» in un momento già di per sé estremamente fragile per gli equilibri dell'area.
Il canale diretto tra Stati Uniti e Iran
Proprio nelle ultime ore, e in apparente controtendenza rispetto a questi atti ostili, è emersa la notizia dell'attivazione di una linea di comunicazione diretta tra gli Stati Uniti e l'Iran, un canale riservato che, secondo quanto riferito da fonti qualificate citate da emittenti televisive internazionali, sarebbe il risultato concreto dei recenti sforzi diplomatici culminati nei colloqui di Zurigo della scorsa settimana.
Questa linea, lungi dall'essere un'iniziativa improvvisata, sarebbe stata istituita nel pieno rispetto delle indicazioni contenute nella dichiarazione finale firmata dai mediatori al termine di quei serrati negoziati, e rappresenta di fatto il primo collegamento stabile tra le due capitali dopo la conclusione del protocollo d'intesa siglato a metà giugno, che aveva già gettato le basi per una riduzione delle ostilità.
Il fatto che, a distanza di pochi giorni, una petroliera venga colpita proprio nelle acque dello Stretto, cuore strategico del trasporto del greggio, pone inevitabilmente interrogativi sulla tenuta di questo fragile armistizio e sulla reale capacità del canale di comunicazione di gestire le scintille che continuano a scoppiare sul campo.
La pressione dell'Aiea sul nucleare iraniano
In parallelo alle frizioni militari e agli sforzi diplomatici, il fronte del nucleare iraniano rimane uno dei dossier più caldi e seguiti dalla comunità internazionale. Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, intervenendo in una conferenza stampa a Tokyo, ha ribadito con forza la necessità di un meccanismo di controllo «molto rigoroso» per gli impianti di Teheran, unico strumento capace, a suo avviso, di scongiurare il pericolo che l'Iran possa compiere il passo decisivo verso lo sviluppo di armamenti nucleari.
«Credo che l'obiettivo» dell'intesa tra Stati Uniti e Iran, ha sottolineato Grossi, sia proprio quello di «garantire che non vi sia sviluppo di armi nucleari in Iran», una dichiarazione che traduce in parole chiare le preoccupazioni che da anni alimentano il dibattito sulla proliferazione atomica in Medio Oriente.
Le nuove ispezioni negli impianti iraniani
Nonostante l'urgenza della situazione, Grossi ha dovuto ammettere che le ispezioni vere e proprie non sono ancora cominciate, e che l'Agenzia si trova ancora nella fase preliminare delle conversazioni con le autorità iraniane per determinare le modalità operative del controllo.
«Non abbiamo ancora iniziato questo processo di verifica», ha spiegato il numero uno dell'Aiea, precisando che il confronto in corso riguarda aspetti tutt'altro che secondari, come la frequenza delle visite, i siti specifici da ispezionare e gli altri parametri tecnici che renderanno effettivamente esecutivo l'accordo sulla trasparenza.
La prudenza di Grossi, che ha parlato di un dialogo appena avviato, lascia intendere quanto il percorso verso un controllo effettivo e continuativo sia ancora lungo e irto di ostacoli, in un contesto regionale dove ogni mossa viene letta come un segnale di forza o di debolezza da parte di tutti gli attori in campo.




