La Fiorentina affonda a Venezia, e ora l'Europa è un miraggio
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Redazione Sport
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Non c’è verso di nasconderlo: la sconfitta per 2-1 al Penzo segna un altro passo falso per una Fiorentina che, dopo il naufragio in Conference League, non riesce a ritrovare la rotta neppure in campionato. Se l’assenza di Kean e Gudmundsson – quest’ultimo lasciato a casa per un infortunio improvviso, su cui aleggiano ombre di scelte tattiche poco chiare – poteva sembrare una giustificazione, il vuoto di gioco e di idee emerso contro il Venezia ha reso evidente una crisi più profonda.
La squadra di Palladino, che pure aveva iniziato la stagione con ambizioni ben più alte, ora arranca in nona posizione, mentre i lagunari, trascinati da Oristanio e da un’ottima prova di Candé e Idzes, conquistano tre punti fondamentali per uscire dalla zona retrocessione. Quello che colpisce, al di là del risultato, è l’inerzia viola: un centrocampo assente, un attacco sterile – con Beltrán ancora una volta deludente – e una difesa più preoccupata a contestare l’arbitro che a marcare.
Il primo tempo, finito a reti inviolate, aveva già mostrato i limiti di una partita fatta di pause più che di azioni, con poche occasioni degne di nota. Yeboah, che nel finale del primo tempo aveva spreccato un’ottima occasione superando Dodo ma fallendo il bersaglio, si è poi riscattato nel secondo, contribuendo alla vittoria della sua squadra.




