Cina valuta invio di peacekeeper in Ucraina e adesione alla coalizione dei volenterosi
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Redazione Esteri
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Pechino, 23 marzo 2025 – La Cina sta seriamente considerando l’invio di proprie forze di peacekeeping in Ucraina, unendosi alla cosiddetta coalizione dei volenterosi europei, qualora venisse raggiunto un accordo tra Kiev e Mosca per porre fine al conflitto. Fonti diplomatiche europee, citate dal giornale tedesco Welt Am Sonntag, hanno rivelato che l’inclusione di Pechino in questa iniziativa potrebbe favorire l’accettazione da parte della Russia di una presenza internazionale sul territorio ucraino, sebbene la questione rimanga estremamente delicata.
L’ipotesi, discussa ormai da diverse settimane, è stata ripresa anche dal South China Morning Post, secondo cui un contingente cinese rappresenterebbe una soluzione ideale, in grado di essere accettata da entrambe le parti in conflitto. L’Unione Europea, che fin dall’inizio ha preso una posizione netta a sostegno di Kiev, non è infatti percepita da Mosca come un attore neutrale, rendendo complicata una sua partecipazione diretta alle operazioni di mantenimento della pace.
Antonio Tajani, intervenuto sulla questione, ha definito l’apertura cinese “un passo da tenere in grande considerazione”. “Ho sempre sostenuto la necessità di creare un’area cuscinetto con la presenza di peacekeeping delle Nazioni Unite”, ha dichiarato, sottolineando come la partecipazione della Cina, membro permanente del Consiglio di Sicurezza, potrebbe contribuire a garantire stabilità in una regione ancora segnata da tensioni.
Parallelamente, Pechino sembra muoversi su un doppio binario. Da un lato, valuta l’adesione alla coalizione dei volenterosi, dimostrando una volontà di giocare un ruolo attivo nella risoluzione del conflitto ucraino. Dall’altro, sta rafforzando le proprie relazioni con Tokyo e Seul, in un’ottica di alleanza anti-Usa che potrebbe ridefinire gli equilibri geopolitici nell’area del Pacifico.
La presenza di truppe cinesi in Ucraina, se confermata, rappresenterebbe un elemento inedito nella storia del peacekeeping internazionale, con implicazioni significative sia per il conflitto in corso che per le relazioni tra Pechino e Mosca. La Russia, che finora ha guardato con diffidenza alle iniziative occidentali, potrebbe vedere di buon occhio una mediazione guidata da un partner strategico come la Cina, pur mantenendo alta la guardia su eventuali ingerenze esterne.




