Cremlino sul rimpasto a Kiev: "Conta che ci sia chi prenda decisioni per la pace"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Russia ha scelto di non commentare nel merito il rimpasto di governo in corso a Kiev, ma ha voluto precisare quale sia, a suo avviso, l'unica priorità che conta in questa fase. Secondo il Cremlino, l'identità del nuovo ministro della Difesa o dei vari membri dell'esecutivo è una questione secondaria; l'essenziale, piuttosto, è che le nuove figure che andranno a ricoprire quei ruoli siano consapevoli delle decisioni che spetterà loro prendere per giungere a una soluzione pacifica del conflitto.

Il portavoce del presidente Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha infatti ribadito che "non ha molta importanza chi sia il ministro della Difesa" in Ucraina, sottolineando al contempo che a Kiev "è ben noto quali decisioni debbano essere prese".

Il monito di Mosca sulle decisioni da prendere

Le dichiarazioni di Peskov, riportate dall'agenzia Interfax, sono arrivate in un momento di profonda riorganizzazione dei vertici politici e militari ucraini. Il portavoce del Cremlino ha chiarito che Mosca sta monitorando con attenzione tutte le notizie provenienti da Kiev, specialmente alla luce di quella che definisce "operazione militare speciale" in corso. Tuttavia, l'attenzione del Cremlino non è focalizzata sui singoli nomi, bensì sulla volontà politica che questi ultimi sapranno esprimere.

"Ci sia qualcuno che si assuma la responsabilità e prenda una decisione responsabile, che permetta di raggiungere una soluzione pacifica", ha affermato Peskov, aggiungendo che per la Russia è importante che al comando ci siano persone del genere.

Il terremoto politico a Kiev: Fedorov lascia la Difesa

Il rimpasto di governo voluto dal presidente Volodymyr Zelensky ha portato a un avvicendamento ai vertici del ministero della Difesa, con l'uscita di scena di Mykhailo Fedorov. Figura di spicco e molto popolare, Fedorov era stato artefice di una strategia militare fortemente incentrata sull'innovazione tecnologica e sull'uso dei droni, ma il suo approccio aveva generato crescenti frizioni con i vertici militari, in particolare con il comandante in capo Oleksandr Syrskyi.

Le dimissioni di Fedorov, che lascia il dicastero dopo soli sei mesi, rappresentano una delle scosse più significative del terremoto politico che ha investito l'esecutivo ucraino, seguito a ruota dalle dimissioni della prima ministra Yulia Svyrydenko.

L'arrivo di Koretskyi alla guida del governo

In questo scenario di profondo rinnovamento, il Parlamento ucraino ha approvato la nomina di Sergii Koretskyi come nuovo primo ministro. La scelta del presidente Zelensky è caduta su un manager con una solida esperienza nel settore energetico, ex amministratore delegato del gruppo Naftogaz, motivata dalla necessità di preparare il Paese ad affrontare un altro inverno di guerra, mettendo in sicurezza le infrastrutture critiche.

Per il Cremlino, tuttavia, questa successione non cambia i termini della questione: il nodo centrale rimane la disponibilità di Kiev a intraprendere la strada del negoziato, una prospettiva che la Russia continua a subordinare a condizioni ben precise che ritiene debbano essere ormai chiare alle autorità ucraine.

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