Orsini a Firenze: "Fermiamo la burocrazia Ue e agiamo sui dazi"
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Redazione Economia
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Al congresso federale della Lega, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha rivolto un appello netto alla premier Giorgia Meloni e alle istituzioni europee, puntando il dito contro l’eccesso di regole e la necessità di difendere la competitività dell’industria italiana. "Il primo azzeramento dei dazi lo può decidere domani la Commissione Europea", ha dichiarato, evidenziando come l’assenza di interventi rischi di aggravare la crisi del settore, già sotto pressione per i rincari energetici e le misure protezionistiche degli Stati Uniti.
Senza toni allarmistici ma con pragmatismo, Orsini ha concordato con le parole del ministro Giorgetti: "Non facciamoci prendere dal panico", ha detto, pur mettendo in guardia contro le speculazioni finanziarie che, mentre Wall Street e Piazza Affari bruciano capitali, avvantaggiano pochi. La priorità, secondo lui, è un piano strutturale su energia e investimenti, a partire dal nucleare. "Certo che è un sì, ma va fatto subito – ha insistito –, è l’unico modo per salvare l’industria". Un tema, quello della transizione energetica, che si intreccia con la revisione del Green Deal e la riduzione degli ostacoli burocratici.
Tra le proposte concrete, l’utilizzo delle risorse residue del Pnrr e dei fondi di coesione per sostenere le aziende penalizzate dai dazi statunitensi, una mossa che potrebbe alleviare gli effetti delle tensioni commerciali. Orsini, da mesi impegnato a dialogare con tutte le forze politiche – "dai Fratelli d’Italia al Pd, fino ad Azione" – ribadisce così il ruolo di Confindustria come interlocutore trasversale, pur senza nascondere le urgenze: accelerare sulle infrastrutture, snellire le procedure Ue e garantire stabilità ai mercati.




