Esplosione in via Nizza, famiglie sfollate recuperano gli effetti personali mentre proseguono i lavori
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Redazione Interno
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Mentre i vigili del fuoco continuano a lavorare per mettere in sicurezza il palazzo di via Nizza 389, colpito nella notte tra domenica e lunedì da un’esplosione che ha causato la morte di Jacopo Peretti, 35enne travolto dalla deflagrazione mentre dormiva, alcune delle famiglie sfollate hanno potuto rientrare brevemente per recuperare i propri effetti personali. Quarantaquattro persone, tra cui due bambini rimasti feriti, sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni, con dieci di loro assistite direttamente dal Comune e una famiglia ospitata in albergo dai servizi sociali.
Le indagini, coordinate dalla procura e condotte dal Nucleo investigativo antincendi insieme ai tecnici di Italgas, si concentrano sull’ipotesi di una fuga di gas, sebbene non sia ancora stata esclusa completamente la presenza di bombole nell’appartamento al quinto piano, al momento dello scoppio vuoto. I proprietari, infatti, erano in vacanza all’Elba. "Una tubatura rotta o una caldaia malfunzionante potrebbero aver innescato la tragedia", hanno spiegato fonti vicine alle indagini, mentre i rilievi tecnici cercano di ricostruire con precisione la dinamica.
L’esplosione, che ha devastato quattro appartamenti e provocato danni strutturali all’edificio, ha lasciato segni profondi nel quartiere Lingotto, dove i residenti, seppur provati, attendono di poter rientrare almeno nelle abitazioni meno colpite. Intanto, le autorità lavorano per riaprire al più presto la strada, ancora transennata, e consentire il ripristino della normalità in una zona oggi deserta, se non per il viavai dei tecnici e degli investigatori.




