Maxi-incendio nell’Aude, la Francia brucia: oltre 16mila ettari in fumo e una vittima

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Da tre giorni, il dipartimento dell’Aude, nel sud della Francia, è in balia di un incendio che non accenna a placarsi, nonostante gli sforzi di oltre 2.100 pompieri, supportati dall’esercito e dalla gendarmeria. Le fiamme, divampate il 5 agosto dal villaggio di Ribaute – tra Carcassonne e Narbona – hanno già consumato più di 16.000 ettari di pinete e vegetazione, trasformando in cenere una delle zone più suggestive dell’Occitania, celebre per i suoi paesaggi vitivinicoli e i borghi medievali.

Quello che è già stato definito il più vasto rogo degli ultimi 76 anni in Francia ha causato danni incalcolabili, distruggendo almeno 35 abitazioni e lasciando 2.500 famiglie senza elettricità. Migliaia di persone sono state costrette a fuggire, mentre i soccorritori continuano a lottare contro un fronte del fuoco che avanza inesorabile, nonostante l’impiego di elicotteri e canadair.

Tra le vittime, una donna è morta carbonizzata nella propria casa, mentre un’altra persona risulta ancora dispersa. Sette vigili del fuoco, intossicati dal fumo, sono stati ricoverati, confermando la pericolosità di un’operazione che si protrae senza sosta.

Le Corbières, massiccio montuoso celebre per i suoi sentieri e le vigne a perdita d’occhio, è oggi un paesaggio apocalittico, con intere colline ridotte a terra nera. Le autorità, che hanno dichiarato lo stato di emergenza, temono che il vento e le temperature elevate possano alimentare ulteriormente le fiamme, complicando un’operazione di spegnimento già ai limiti delle forze umane.

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