Crisi Berco, licenziamenti e sciopero
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Redazione Interno
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Il 17 ottobre, la Berco, azienda metalmeccanica parte del gruppo tedesco Thyssenkrupp, ha annunciato l'avvio della procedura di licenziamento per 480 operai dello stabilimento di Copparo, in provincia di Ferrara. La decisione, comunicata ai sindacati e ai lavoratori, ha scatenato immediatamente uno sciopero di otto ore. Mario Zamperoni, rappresentante sindacale della Fiom di Berco di Castelfranco, ha spiegato che i lavoratori sono in cassa integrazione da un anno e che la notizia degli esuberi ha aumentato la preoccupazione per la stabilità dello stabilimento.
Andrea Rigon, della Fim Cisl Treviso, ha espresso timori per possibili esuberi anche a Castelfranco. La Berco, che produce componenti e sistemi sottocarro per macchine movimento terra cingolate, ha inoltre disdetto il contratto integrativo aziendale, che includeva accordi relativi al premio di risultato, alla presenza individuale e al welfare aziendale. La mossa è stata definita "unilaterale" dai sindacati, che hanno criticato duramente l'azienda per non aver cercato un dialogo preventivo.
La crisi della Berco, che ha portato alla decisione di licenziare 480 dipendenti, è stata attribuita a difficoltà economiche e alla necessità di ristrutturare l'azienda per garantirne la sopravvivenza. Tuttavia, i sindacati hanno sottolineato che la scelta di disdire il contratto integrativo e di procedere con i licenziamenti senza un confronto con le parti sociali rappresenta un grave colpo per i lavoratori e le loro famiglie.
La situazione a Copparo è particolarmente critica, con i lavoratori che temono per il loro futuro e per la tenuta dell'intero stabilimento.




