Yoox, crisi occupazionale a Bologna: 211 licenziamenti nel mirino
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Redazione Economia
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La decisione, comunicata attraverso una lettera inviata ai sindacati e alle istituzioni dall’associazione degli industriali Assolombarda, non ammette repliche: “Non si ritiene vi siano soluzioni alternative percorribili”. Una presa di posizione netta che sancisce l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo per 211 dipendenti in Italia, di cui 16 quadri e 172 impiegati, su un organico totale di 1.091 persone. La motivazione ufficiale è un “calo strutturale”, una formula asettica che cela il dramma umano di chi si trova improvvisamente con un futuro incerto.
La società, fondata a Bologna nel 2000 da Federico Marchetti e divenuta un pilastro dell’e-commerce del lusso, ha recentemente cambiato volto. Dopo aver attraversato diverse fasi – dalla fusione con The Net-a-Porter Group che diede vita a Yoox Net-a-porter alla quotazione in borsa fino al 2018 – è passata pochi mesi fa sotto il controllo della piattaforma tedesca MyTheresa, segnando la fine di ventiquattro anni di gestione italiana. Un cambio di proprietà che, nonostante le rassicurazioni iniziali sulla tenuta occupazionale, ha prodotto esiti diametralmente opposti.
In questo clima di profonda incertezza, le voci dei dipendenti raccontano una realtà angosciosa. Alessandro Trapezio, fotografo in azienda da diciotto anni, paragona la situazione all’inquietante serie “Squid Game”, dove nessuno sa chi sarà il prossimo a essere eliminato. “Il mio reparto è dimezzato”, racconta, descrivendo un ambiente in cui il timore serpeggia e i colleghi vivono momenti di forte stress, incapaci di pianificare la propria vita. La sensazione è che la selezione avvenga per criteri opachi, lasciando tutti in una sospensione logorante.




