Sant’Agata verso l’Unesco, il dossier di candidatura è pronto: la decisione finale nel 2027

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il cammino che dovrebbe portare la Festa di Sant’Agata a diventare patrimonio immateriale dell’Unesco ha superato un passaggio fondamentale. Nella cornice del Palazzo della Cultura di Catania, si è tenuta la cerimonia ufficiale per la consegna della bozza del dossier di candidatura, un documento complesso che rappresenta il frutto del lavoro del Comitato Scientifico e che ora è stato ufficialmente trasmesso al Comitato Promotore.

L'evento assume un valore particolare perché si svolge in concomitanza con le celebrazioni per il 900° anniversario del ritorno delle Sacre Reliquie a Catania, avvenuto nel 1126, un legame temporale che rafforza il significato profondo dell’intera operazione culturale.

Una procedura lunga e articolata

La presentazione della bozza, tuttavia, non segna il traguardo ma soltanto l’avvio di una fase altrettanto delicata. Il dossier, infatti, è ora sottoposto a un periodo di consultazione della comunità, un passaggio obbligato per verificare la condivisione e la partecipazione attorno alla candidatura. Solo al termine di questa fase di ascolto e confronto, il documento verrà perfezionato e inviato alle sedi competenti per la valutazione finale.

La decisione definitiva sulla iscrizione della festa catanese nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità è attesa per il 2027, un appuntamento che tiene con il fiato sospeso l'intera città e gli appassionati delle tradizioni siciliane.

Il bacio al teschio e la polemica social

Proprio in questi giorni di intensa devozione, un gesto compiuto dal sindaco Enrico Trantino ha acceso un vivace dibattito, che ha rapidamente varcato i confini nazionali. L'immagine che ritrae il primo cittadino mentre bacia il teschio della patrona, un atto compiuto durante le celebrazioni per il centenario, è stata postata dallo stesso Trantino sui suoi profili social, scatenando reazioni contrastanti.

Il sindaco ha spiegato che il gesto è avvenuto su invito dell'Arcivescovo, il quale gli ha porge il cranio, rimosso dal busto per la prima volta dopo sessant’anni, per rendere omaggio alla santa.

La reazione internazionale

La polemica, alimentata dalle dinamiche tipiche del web, ha assunto rapidamente dimensioni globali. Il video del bacio è stato ripreso da emittenti radiofoniche, canali televisivi e influencer religiosi di diversi Paesi, finendo al centro di un acceso dibattito. Alcuni utenti, prevalentemente di lingua inglese, hanno accusato il sindaco di pratiche occulte, utilizzando termini come "necromanzia" per commentare l'accaduto.

Di fronte a queste critiche, il presidente del Senato Ignazio La Russa è intervenuto per difendere il gesto, definendolo un atto di devozione religiosa e sottolineandone il significato spirituale, a testimonianza di come la tradizione catanese possa essere interpretata in modi diametralmente opposti a seconda del punto di vista culturale da cui la si osserva.

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