Il pranzo della domenica per la candidatura Unesco della cucina italiana

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Centinaia di tavolate, allestite in altrettante piazze sia in Italia che all’estero, celebreranno domenica 21 settembre il rito collettivo del pranzo domenicale, cuore pulsante di una tradizione culinaria che ambisce a divenire patrimonio immateriale dell’umanità. L’iniziativa, concepita come un atto di sostegno corale alla candidatura avanzata dai ministeri della Cultura e dell’Agricoltura, si propone di dimostrare, al di là di ogni retorica, come la condivisione del cibo costituisca il fondamento di un’identità nazionale riconoscibile in ogni angolo del globo.

A soli tre mesi dalla decisione attesa per il 10 dicembre a Nuova Delhi, dove l’Unesco si pronuncerà sulla proposta, il gesto conviviale acquista un significato simbolico potente, volendo essere la prova tangibile di una pratica sociale viva e radicata. La candidatura, depositata il 23 marzo del 2023 e sostenuta da un comitato promotore che include l’Accademia Italiana della Cucina, la Fondazione Casa Artusi e la rivista La Cucina Italiana, punta a un obiettivo senza precedenti: divenire la prima cultura culinaria al mondo a ottenere questo specifico riconoscimento.

Alla mobilitazione popolare si affianca un inno ufficiale, presentato lo scorso 18 settembre nella Sala Spadolini del ministero della Cultura. Il brano, dal titolo “Vai Italia”, vede la firma del paroliere Mogol per i testi e di Oscar Prudente per la musica, mentre l’interpretazione è affidata alla voce di Al Bano, la quale si unisce a quella dei bambini di Caivano e del noto coro dell’Antoniano. La canzone, concepita come una colonna sonora ideale per la campagna, mira a sintetizzare in note l’orgoglio per un patrimonio che travalica i confini del gusto.

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