Control Resonant, Remedy rompe l’attesa: il doppiaggio in italiano è ufficiale
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Ci voleva una conferma ufficiale, per fugare ogni ultimo residuo di dubbio, ed è arrivata direttamente dall’account X della software house finlandese. Remedy Entertainment ha pubblicato l’elenco completo delle lingue supportate al lancio per il suo attesissimo action-rpg Control Resonant, e tra queste spicca – finalmente – l’italiano. Non si tratta, lo diciamo subito, di un semplice supporto testuale: la localizzazione comprenderà infatti l’audio completo (il doppiaggio, per intenderci), oltre all’interfaccia e ai sottotitoli. Una scelta, questa, che rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto alle politiche adottate dallo studio nei titoli più recenti.
Un ritorno atteso dal 2016, l’era di Quantum Break
Per comprendere la portata della notizia – che molti fan davano ormai per scontata solo in sogno – occorre fare un passo indietro. L’ultima volta che un’opera firmata Remedy aveva goduto del trattamento di doppiaggio integrale nella nostra lingua risale al lontano 2016, con Quantum Break. Titolo, quello, pubblicato con il supporto di Microsoft, che aveva rappresentato una luminosa eccezione in un panorama altrimenti dominato dalla sola lingua inglese per quanto riguarda le voci. Poi, il deserto. Sia il pluripremiato Control del 2019 – che pure aveva conquistato la critica per l’atmosfera e il game design – sia il successivo Alan Wake 2 del 2023 erano stati distribuiti nel Bel Paese esclusivamente con sottotitoli in italiano, lasciando gli attori originali a prestare il volto (e la voce) ai protagonisti. Un’assenza, quella del doppiaggio, che per molti giocatori rappresentava una barriera all’immersione, soprattutto in produzioni dalla narrazione così densa e psicologica come quelle dello studio nordico.
La strategia globale di Remedy e l’eccezione italiana
L’annuncio, accompagnato da una tabella riassuntiva pubblicata sui social, ha quindi spiazzato anche gli osservatori più attenti. Il messaggio, se letto tra le righe, racconta di un’ambizione commerciale ben precisa: conquistare fette di mercato sempre più ampie. Se Control si fermava a quattro lingue doppiate (inglese, francese, tedesco e spagnolo) e Alan Wake 2 saliva a cinque (aggiungendo il giapponese), Control Resonant alza ulteriormente la posta. Lo studio ha infatti inserito nel pacchetto audio ben otto lingue, tra cui, oltre all’italiano, troviamo il portoghese brasiliano e il cinese mandarino. Una scelta che non lascia spazio a interpretazioni: Remedy vuole che il suo nuovo kolossal – ambientato in una Manhattan distorta e giocabile nei panni di Dylan Faden – sia accessibile a un pubblico realmente globale, senza barriere linguistiche di sorta. E per il mercato tricolore, storicamente molto sensibile alla qualità delle voci, si tratta di un vero e proprio jolly.
Dylan Faden parla italiano, scelta libera per il giocatore
Naturalmente, la localizzazione completa non significa imposizione. Come da tradizione per produzioni di questo calibro, i giocatori avranno la facoltà di scegliere liberamente come vivere l’avventura al momento dell’avvio. Sarà possibile optare per la lingua originale, affidandosi alla performance del solito Sean Durrie (voce storica del personaggio nel franchise) oppure selezionare una delle altre sette tracce audio disponibili, inclusa la nostra. Per chi invece è abituato a fruire dei prodotti in versione originale ma necessita di un supporto alla comprensione, l’offerta è persino più ricca: i sottotitoli saranno disponibili in 15 lingue diverse, a testimonianza della volontà di Remedy di non escludere nessuno. Il doppiaggio italiano, in questo contesto, diventa quindi un valore aggiunto per un pubblico, quello degli appassionati di action-rpg, che spesso si è sentito trascurato dalle politiche di localizzazione “tagliate con l’accetta” dei grandi publisher internazionali. E che oggi, invece, può finalmente prepararsi a esplorare i corridoi deformati del FBC ascoltando ogni dialogo nella propria lingua madre.




