Il governo rinvia la tassa da due euro sui pacchi e corregge Iva e iper-ammortamento
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Redazione Economia
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L’esecutivo, dopo le incertezze delle scorse settimane e i continui slittamenti tecnici, ha messo mano alla legge di Bilancio 2026 con un intervento correttivo che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha preannunciato attraverso il comunicato numero 31. La rettifica, che riguarda tre distinti ambiti fiscali, arriva a ridosso delle scadenze precedentemente fissate e impone una nuova scansione temporale per le misure entrate in vigore a gennaio. Si tratta di un aggiustamento in corsa che risponde, da un lato, alla necessità di garantire l’operatività dei sistemi informatici dell’Agenzia delle Dogane e, dall’altro, all’esigenza di chiarire il perimetro applicativo di norme la cui interpretazione aveva generato incertezza tra gli operatori economici e i contribuenti.
Slitta al 30 giugno il contributo amministrativo per le piccole spedizioni
La misura di gran lunga più discussa, ovvero il contributo fisso di due euro introdotto per le spedizioni provenienti da paesi extra Unione Europea di valore inferiore ai centocinquanta euro, non entrerà in vigore né oggi né nei prossimi giorni, come invece era stato prospettato dopo la prima proroga tecnica disposta dall’Agenzia delle Dogane a gennaio. Il Mef ha infatti disposto un ulteriore rinvio, fissando al 30 giugno 2026 il termine oltre il quale l’onere dovrà essere effettivamente corrisposto dai destinatari delle merci. La decisione, come si legge nella nota ufficiale, è motivata dalla complessità dell’adeguamento del sistema informativo doganale, una infrastruttura che necessita di essere aggiornata per gestire flussi di micropagamenti senza provocare rallentamenti o blocchi nelle operazioni di sdoganamento. Fino a quella data, dunque, gli acquisti online e le spedizioni private da Paesi extracomunitari continueranno a non subire questa maggiorazione, evitando ai consumatori italiani quel rincaro che, secondo alcune associazioni di categoria, avrebbe rischiato di penalizzare la competitività del settore della logistica rispetto agli altri partner europei. La scelta del 30 giugno, peraltro, non appare casuale: dal primo luglio l’Unione Europea ha in programma di introdurre un dazio uniforme di tre euro su tutte le merci in arrivo da fuori dei confini comunitari, il che potrebbe rendere necessaria una complessiva riconsiderazione della normativa nazionale per evitare una doppia imposizione di fatto.
Chiarimenti sull’Iva nelle permute e il principio del legittimo affidamento
Il secondo intervento previsto dal provvedimento in arrivo riguarda il calcolo della base imponibile Iva nelle operazioni permutative e nelle dazioni in pagamento. La legge di Bilancio 2026, all’articolo 1 comma 139, aveva modificato il criterio di determinazione dell’imposta, sostituendo il tradizionale riferimento al “valore normale” dei beni con l’ammontare complessivo dei costi sostenuti dal cedente. Una svolta significativa, questa, che recepisce orientamenti giurisprudenziali europei ma che rischiava di creare difficoltà applicative per i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina. Con il comunicato diffuso oggi, il Ministero chiarisce che il nuovo criterio si applicherà esclusivamente ai contratti stipulati o rinnovati a partire dal primo gennaio 2026, mentre per tutti quelli conclusi in data antecedente continuerà a valere la vecchia regola del valore normale. Una precisazione tutt’altro che secondaria, che preserva gli assetti negoziali già definiti e rispetta quel principio del legittimo affidamento in base al quale gli operatori non possono vedersi stravolgere le regole del gioco a partita già iniziata. La modifica, benché di carattere interpretativo e non sostanziale, eviterà contenziosi e consentirà alle imprese, in particolare a quelle del settore immobiliare e dello sport dilettantistico dove le permute sono frequenti, di continuare a gestire le transizioni in essere secondo i parametri previsti al momento della firma.
Soppresso il vincolo “made in UE” per l’accesso all’iper-ammortamento
Sul fronte degli incentivi alle imprese, la rettifica governativa incide in maniera più profonda sul testo originario della manovra, intervenendo sui requisiti di accesso al beneficio dell’iper-ammortamento per l’acquisto di beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, destinati alla cosiddetta Transizione 5.0. La legge di Bilancio 2026 aveva infatti subordinato la maggiorazione del costo di acquisizione, che arriva fino al 180 per cento, alla condizione che i beni fossero prodotti all’interno dell’Unione Europea o degli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo. Una clausola, questa del “made in UE”, che aveva sollevato più di una perplessità tra gli operatori del settore digitale e tra le imprese interessate all’acquisto di software e tecnologie avanzate spesso sviluppate al di fuori dei confini continentali, in particolare negli Stati Uniti. Il Mef, raccogliendo le sollecitazioni che arrivavano dal mondo produttivo e probabilmente valutando la complessità di un monitoraggio capillare sulla provenienza geografica di ogni singolo componente o licenza, ha annunciato la soppressione del vincolo geografico. Una decisione che amplia sensibilmente la platea dei potenziali beneficiari e che, se da un lato accoglie le richieste di chi lamentava una limitazione all’innovazione, dall’altro non mancherà di suscitare critiche da parte di chi, come alcune associazioni di categoria dei costruttori, vedeva in quel paletto una forma di tutela per la produzione manifatturiera e tecnologica europea.
L’insieme delle modifiche, che assumeranno forza di legge nelle prossime settimane con un apposito provvedimento, delinea un quadro in cui l’esecutivo cerca di contemperare esigenze di gettito, necessità di semplificazione e pressioni degli stakeholder. Resta da vedere come si coordinerà la nuova tassa italiana, quando e se entrerà in vigore a fine giugno, con il dazio unionale che scatterà il primo luglio, e quale sarà l’impatto complessivo sulle imprese dopo la rimozione dei vincoli geografici per gli ammortamenti agevolati.




