L'Olimpia sigla il triplete nel segno di Armani: il 32esimo scudetto è di Milano

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Nell'anno del novantesimo anniversario dalla fondazione, un anniversario che per la Pallacanestro Olimpia Milano rappresenta non solo un traguardo cronologico ma un monumento alla propria storia, la squadra di Peppe Poeta ha chiuso la stagione nel modo più emblematico possibile. La vittoria in Gara 4 contro la Reyer Venezia, imposta con il punteggio di 86-72, ha regalato il 32esimo scudetto, il terzo titolo stagionale che completa un triplete storico per il club meneghino.

Un risultato, questo, che assume un significato quasi epico se si considera il contesto emotivo in cui è maturato, segnato profondamente dalla scomparsa di Giorgio Armani, avvenuta all'inizio della stagione sportiva, un lutto che ha privato la società del suo più illustre sostenitore e proprietario.

L'analisi di Gara 4 e la serie

La sfida al Taliercio, valida come quarto atto della serie finale, si è rivelata più equilibrata di quanto il risultato finale possa suggerire, perlomeno nella sua prima metà, con i parziali che raccontano di un Venezia reattivo capace di chiudere avanti il primo quarto sul 20-19. L'Umana Reyer, trascinata dalle prestazioni di Cole e Tessitori, entrambi autori di 17 e 15 punti rispettivamente, ha retto l'urto iniziale dimostrando tutto il carattere che le ha permesso di arrivare fino a questo palcoscenico, ma è nel secondo tempo che l'Olimpia ha impresso la svolta decisiva.

La stanchezza, inevitabile compagna di viaggio dopo una serie di playoff intensa, ha cominciato a farsi sentire nelle gambe degli orogranata, andando a inficiare la loro efficacia offensiva e concedendo spazi preziosi agli uomini di Poeta. Milano, dal canto suo, ha saputo gestire con intelligenza i momenti di difficoltà e, sfruttando la profondità del suo roster, ha prima operato il sorpasso nel secondo quarto per poi allungare in maniera decisiva nella ripresa, concretizzando il predominio territoriale con un parziale che ha di fatto chiuso i giochi molto prima della sirena finale.

La costruzione di un successo annunciato

I 32 punti che hanno permesso ai meneghini di issarsi sul tetto d'Italia, superando Venezia in quattro partite (3-1 il risultato della serie), sono in realtà il punto d'arrivo di un percorso iniziato molto prima, già in estate con la conquista della Supercoppa italiana, proseguito con la vittoria della Coppa Italia e culminato con l'apoteosi nella finale scudetto.

Un'opera, quella della squadra di Poeta, costruita su fondamenta solide, che ha visto il gruppo crescere partita dopo partita, trovando nei playoff la sua espressione più compiuta e convincente, come spesso accade alle compagini destinate a scrivere pagine importanti nel libro del basket italiano.

Se da un lato l'EA7 Emporio Armani, con le prestazioni di Brooks e Guduric (15 punti a testa), ha chiuso la serie con una prestazione corale che ha messo in luce la solidità del progetto tecnico, dall'altro lato Venezia si è dovuta arrendere all'evidenza di una corazzata più attrezzata, nonostante l'orgoglio e la grinta dimostrata in tutta la serie. Il pubblico di casa, a fine partita, ha tributato un applauso ai propri beniamini con un caloroso "Orgogliosi di voi!", a testimonianza di una cavalcata che, seppur non culminata con il titolo, ha regalato emozioni e dignità sportiva.

Il triplete e l'eredità di Armani

L'impresa del triplete, con tre trofei che vanno ad aggiungersi a una bacheca già sterminata, rappresenta dunque un momento storico per l'Olimpia, un'impresa che non era mai riuscita prima d'ora nella sua lunga e gloriosa storia. La dedica a Giorgio Armani, il patron scomparso a settembre, è un pensiero che aleggia su questo successo come un filo conduttore, quasi a voler suggellare un legame indissolubile tra il brand, la città e la squadra.

Armani aveva visto nascere questa squadra, ne aveva seguito le sorti e ne aveva condiviso le gioie e i dolori, e questo titolo rappresenta senza dubbio il tributo più alto alla sua memoria e al suo impegno nel mondo dello sport.

Mentre la gioia esplode nel campo e sugli spalti, non si può ignorare il valore della Reyer, che in questa finale ha dimostrato di essere una realtà solida del basket italiano, capace di mettere in difficoltà una squadra come Milano con il gioco corale e la determinazione del suo coach Spahija. Il 32esimo titolo, però, porta la firma indelebile di Milano e dell'eredità lasciata da Armani, un'eredità che questa squadra ha saputo onorare nel modo più bello possibile, trasformando un anno di lutto in un'annata da incorniciare.

I tabellini del match

Questi i dettagli statistici di Gara 4. Per l'Umana Reyer Venezia: Tessitori 15, Cole 17, Horton 2, Lever ne, De Nicolao, Candi 2, Bowman 12, Wheatle 6, Nikolic ne, Parks 10, Wiltjer 8, Valentine. All. Spahija. Per l'EA7 Emporio Armani Milano: Mannion 3, Ellis 9, Tonut ne, Bolmaro 4, Brooks 15, LeDay 9, Ricci 4, Flaccadori ne, Guduric 15, Diop 5, Shields 12, Nebo 10. All. Poeta.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.