Il canottaggio piange Davide Tizzano, voce roca e due ori olimpici
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Redazione Sport
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Aveva una voce che si riconosceva tra mille, un po’ roca, ma sempre capace di indicare una direzione. Per Davide Tizzano, scomparso a Napoli a soli cinquantasette anni dopo una lunga malattia, il canottaggio non era solo uno sport: era una filosofia di vita, un modo di avanzare guardando indietro, dando le spalle al futuro mentre ci si spinge in avanti con fatica e fiducia. Quel miracolo, che miracolo non era ma frutto di sudore e di abbandono a un compagno di voga, lo ha incarnato prima da campione e poi da dirigente, lasciando un vuoto che oggi il remo italiano misura con dolore.
Un addio giunto troppo presto
La notizia della morte, giunta nel pomeriggio di lunedì 29 dicembre nella sua casa natale, ha rapidamente varcato i confini cittadini, raggiungendo chi, come Davide Galimberti, presiede il Comitato Organizzatore dei Grandi Eventi di Canottaggio sul Lago di Varese. “A nome mio, di tutto il Consiglio Direttivo e dello staff organizzativo, esprimo le più sentite e sincere condoglianze per la scomparsa di Davide Tizzano”, ha dichiarato Galimberti, unendosi a un cordoglio che ha immediatamente attraversato l’intero movimento sportivo nazionale. La malattia, che ne aveva minato il fisico, non era riuscita infatti a offuscare la lucidità delle sue idee, rimaste nitide fino agli ultimi giorni, come dimostra l’ultima intervista in cui affrontava con precisione i temi scottanti dell’organizzazione dei prossimi Giochi del Mediterraneo a Taranto, di cui guidava la Confederazione Internazionale.
Dalla voga alla vela, una vita sull’acqua
La sua esistenza, d’altronde, era stata segnata in modo indelebile dall’elemento liquido. Dopo un iniziale approccio con il nuoto presso la Canottieri Napoli, aveva trovato la sua strada – o meglio, il suo corso d’acqua – tra i remi, conquistando due ori olimpici che ne hanno scolpito il nome nella storia dello sport italiano. Ma la sua passione non si era limitata al canottaggio, avendo sperimentato anche le emozioni della vela in Coppa America, in una perenne ricerca del dialogo con il mare e i laghi. Un napoletano dall’intelligenza vivace e dalla visione internazionale, che solo nel 2024 era stato eletto presidente della Federazione Italiana Canottaggio, ruolo che avrebbe dovuto coniugare con l’impegnativo incarico per i Giochi del Mediterraneo in programma il prossimo settembre.
Il ricordo di un campione diventato dirigente
“Il mondo dello sport perde un grande campione e un dirigente sportivo di primo livello”, ha sottolineato il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, condensando in poche parole il duplice, prezioso contributo di Tizzano. La sua figura, infatti, rappresentava un raro anello di congiunzione tra lo spirito agonistico più puro e la complessa macchina organizzativa, tra la gloria personale e il servizio al sistema. Se ne va così, prematuramente, un uomo che sulla barca ci sapeva stare, sia come atleta sia come timoniere ideale, insegnando che per andare avanti, in acqua come nella vita, è necessario fidarsi di qualcuno e remare tutti insieme nella stessa direzione.




