Addio a Davide Tizzano, il canottaggio italiano in lutto per il suo presidente
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Redazione Sport
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Il mondo dello sport, e in particolare quello del canottaggio, è stato scosso dalla prematura scomparsa di Davide Tizzano, stroncato a cinquantasette anni da una leucemia dopo un lungo periodo di malattia. Presidente della Federazione italiana canottaggio e del Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo, Tizzano lascia un vuoto profondo, percepibile nelle accorate parole di chi, come il delegato del Comitato regionale Umbro Fabio Paparelli, ha dichiarato di essere stato a lui legato non solo da un rapporto professionale ma anche da una sincera affinità personale. La notizia, giunta con l’impeto di un colpo improvviso, ha interrotto una carriera che, dalla gloria olimpica alle responsabilità dirigenziali, ha sempre visto Tizzano protagonista assoluto.
Un’ultima folla commossa per il campione diventato dirigente
La Basilica dell'Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte, a Napoli, non è riuscita a contenere la folla accorsa per l’estremo saluto. Oltre settecento persone, un numero che di per sé racconta la stima e il rispetto conquistati dall’uomo, hanno gremito lo spazio sacro in una giornata di cordoglio collettivo, mentre migliaia di messaggi continuavano a riversarsi sulle piattaforme digitali federali. Tra i presenti, molti dei quali vestivano i panni di dirigenti di varie discipline, spiccava la figura dell’ex presidente del Coni Giovanni Malagò, la cui vicinanza testimoniava il rapporto solido e privilegiato intessuto con Tizzano durante la gestione del Centro di preparazione olimpica di Formia, una collaborazione che ha segnato profondamente l’organizzazione sportiva nazionale.
Il passaggio di consegne e la guida temporanea
Con la scomparsa del presidente, la macchina federale non si è fermata, sebbene il sentimento di perdita sia tangibile in ogni comunicato. Come previsto dagli statuti e dalle normative, il vicepresidente vicario Fabrizio Quaglino ha assunto l’onere e l’onore dell’ordinaria amministrazione, una funzione di garanzia e continuità in attesa della chiamata alle urne. Le elezioni per designare il successore di Tizzano, infatti, dovranno essere indette e celebrate entro il termine massimo di tre mesi, un lasso di tempo durante il quale la Federazione sarà chiamata a elaborare il lutto senza perdere di vista gli impegni istituzionali e sportivi che costellano il calendario.
Un’eredità che va oltre i titoli
La figura di Tizzano, che la malattia non ha piegato nello spirito durante due anni di battaglia, trascende il semplice elenco dei ruoli ricoperti. Campione olimpico a Seul nel 1988, aveva saputo traghettare nel mondo della dirigenza la stessa determinazione e la stessa passione che lo distinguevano in acqua, guidando con visione il canottaggio italiano. Il suo lascito, oggi, è custodito dalla moglie Roberta e dai figli Rosanna, Vittoria e Giuseppe Leone, che in queste ore hanno potuto constatare, nella commozione pubblica e nella partecipazione straordinaria, quanto il marito e padre fosse radicato nel cuore di molti.




