Addio a Davide Tizzano, presidente della Federazione canottaggio: il cordoglio dello sport
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Redazione Sport
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Un silenzio carico di commozione, rotto soltanto dalle voci sommesse di chi si stringeva in un doloroso abbraccio collettivo, ha avvolto oggi la gremita Basilica di Capodimonte a Napoli, dove oltre settecento persone hanno dato l’ultimo saluto a Davide Tizzano. Scomparso prematuramente a soli cinquantasette anni, Tizzano non era soltanto il presidente della Federazione Italiana Canottaggio e del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, ma un punto di riferimento, un campione le cui vittorie olimpiche a Seul nel 1988 e ad Atlanta nel 1996 hanno scritto pagine indelebili della storia sportiva nazionale. La partecipazione, come sottolinea una nota della Federazione stessa, è stata talmente ampia da tradursi in una marea di migliaia di messaggi di cordoglio, molti dei quali riversatisi nelle caselle di posta federali e sui social network, a testimonianza di un vuoto che appare subito incolmabile.
Il ricordo dei colleghi e il dolore di un'amica
Tra i volti noti che affollavano la navata, molti erano dirigenti sportivi, accorsi per testimoniare vicinanza alla moglie Roberta e ai figli Rosanna, Vittoria e Giuseppe Leone, ma anche compagni di una vita dedicata al remo. Fabio Paparelli, delegato del Comitato regionale Umbro di canottaggio e presidente del Circolo canottieri Piediluco, ha espresso profondo cordoglio, dichiarando di aver appreso con estremo sconcerto la notizia della prematura scomparsa di un uomo al quale era legato sia dal punto di vista sportivo che personale. Un sentimento di perdita bruciante, quello di Paparelli, che riecheggia nelle parole accorate di Sandro Campagna, ct della nazionale di pallanuoto maschile, il quale ha confessato ai microfoni di una radio locale come la notizia lo avesse “distrutto”, avendo perso non solo un dirigente di valore ma un amico sincero, un “personaggio ed una persona d’oro” che la città di Napoli e l’intero movimento sportivo vedono andarsene troppo presto.
La procedura per la successione alla guida della Federazione
Con la scomparsa di Tizzano, avvenuta lunedì scorso, la Federazione Italiana Canottaggio si trova ora a dover affrontare anche la questione della successione alla sua guida. Come previsto dagli statuti, e come ribadito da una comunicazione ufficiale, è il vicepresidente vicario Fabrizio Quaglino ad assumere in via temporanea le redini dell’ordinaria amministrazione, un ruolo di raccordo e di gestione della continuità in attesa del voto. Le elezioni per la scelta del nuovo presidente, infatti, dovranno necessariamente svolgersi entro i prossimi tre mesi, un lasso di tempo che consentirà al mondo del canottaggio, ancora sotto shock per la perdita, di organizzare la necessaria transizione verso una nuova fase.
L'eredità di un campione diventato dirigente
Quello che resta, al di là degli inevitabili adempimenti formali, è il ricordo vivido di un uomo che ha attraversato lo sport italiano in ogni sua dimensione: dall’apice della gloria agonistica, vissuta sulle acque di due continenti diversi, alla complessa regia di una federazione, ruolo che ha ricoperto con la stessa passione che metteva in ogni bracciata. La sua scomparsa improvvisa, come spesso accade in simili tragedie, ha lasciato tutti senza parole, svelando solo in un secondo momento la profondità del legame che Tizzano era riuscito a creare con una moltitudine di persone, atleti, tecnici e semplici appassionati, molti dei quali oggi ricordano non solo il campione ma l’uomo, la sua capacità di ascolto e quella grinta che portava anche dietro una scrivania.




