La "benzina del sindaco" a 1,75 euro: il comune di Valle Castellana sfida il caro carburanti
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Redazione Economia
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Mentre i prezzi alle colonnine continuano a salire e il costo di un pieno si fa sentire sempre di più sui bilanci delle famiglie italiane, c'è un piccolo borgo abruzzese che prova a resistere alla morsa dei rincari. Nel cuore del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il comune di Valle Castellana, in provincia di Teramo, ha trovato una strada alternativa per tamponare l'emergenza: gestire in proprio l'unico distributore del paese, praticando prezzi decisamente inferiori alla media nazionale.
La nascita di un servizio pubblico
La storia della cosiddetta "benzina del sindaco" non nasce con l'ultima ondata di aumenti, ma ha radici più profonde che affondano nella necessità di garantire un servizio essenziale a una popolazione di poco più di 800 abitanti, sparsi in quasi 40 frazioni. Corriamo l'anno 2018, quando l'unico distributore presente sul territorio rischiò di chiudere i battenti per mancanza di convenienza economica.
In un'area montana e già provata dallo spopolamento e dal terremoto del 2016, perdere la pompa di benzina avrebbe significato per molti residenti dover percorrere una ventina di chilometri per fare rifornimento, con il rischio di accelerare ulteriormente l'isolamento della comunità. Per evitare che l'ennesimo servizio pubblico scomparisse dalla mappa, il Comune decise di intervenire direttamente rilevando la licenza, ristrutturando l'impianto e assumendo la gestione della stazione di servizio, una scelta che oggi, nel pieno dell'emergenza prezzi, si è rivelata vincente.
Un meccanismo trasparente e a costo zero per l'erario
La formula adottata dall'amministrazione è apparentemente semplice, ma efficace: il Comune acquista il carburante e lo rivende ai cittadini praticamente al prezzo di costo, rinunciando al margine di guadagno che caratterizza invece i gestori privati. "Senza guadagno naturalmente", ha spiegato il sindaco Camillo D'Angelo, sottolineando come l'obiettivo non sia quello di realizzare un utile, ma di fornire un servizio alla comunità mantenendo i prezzi il più possibile contenuti.
Il risultato è un risparmio che, a seconda del periodo, varia tra i 10 e i 20 centesimi al litro rispetto ai normali distributori, con picchi di quasi 15 centesimi in meno registrati nel 2022 dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. Tutti i costi di gestione, come le bollette elettriche e la manutenzione, vengono coperti da quei pochi centesimi che vengono aggiunti al prezzo di acquisto, garantendo così la sostenibilità economica dell'iniziativa senza gravare sulle casse pubbliche.
Un successo che attira automobilisti da fuori regione
Oggi il tabellone della pompa di Valle Castellana indica un prezzo di circa 1,75 euro al litro per la benzina e 1,89 euro per il diesel. Se si considera che in Italia la media per il self service si aggira attorno ai 2,01 euro per la verde e ai 2,13 per il gasolio, il risparmio per un pieno da 50 litri si traduce in circa 10 euro in meno da spendere.
Un vantaggio non indifferente che ha fatto presto il giro dei social, dove la "benzina del sindaco" è diventata virale, attirando alla pompa non solo i residenti ma anche pendolari, lavoratori impegnati nella ricostruzione post-sisma e turisti. Il fenomeno ha richiamato automobilisti anche dalle province di Ascoli Piceno e Teramo, creando talvolta lunghe code all'ingresso del distributore. Secondo quanto riportato, gli incassi dell'impianto sono passati dai 75.000 euro del 2024 a circa 500.000 euro nel 2025, segno di una crescita esponenziale che conferma l'attrattività del modello.
Il modello Valle Castellana fa scuola
L'esperienza del piccolo comune abruzzese ha ormai varcato i confini locali, finendo al centro del dibattito politico e stimolando l'interesse di altre amministrazioni che si trovano ad affrontare le stesse criticità. Il sindaco Camillo D'Angelo ha dichiarato che diversi comuni, tra cui Castelli, hanno già chiesto informazioni per replicare l'iniziativa, tanto che l'amministrazione sta preparando un vademecum per la Regione Abruzzo.
"Moltissimi sindaci ci stanno chiedendo informazioni", ha affermato D'Angelo, spiegando come in molte aree interne il mercato privato non riesca a garantire servizi essenziali, costringendo il pubblico a sostituirsi a un'offerta che non arriva. L'idea che questa possa essere un'iniziativa isolata viene respinta con forza: "È un'iniziativa replicabile, non solo per il settore carburanti ma anche per tante attività che gli enti locali possono fare in sostituzione di un privato".
La discussione intorno al caso di Valle Castellana riporta però l'attenzione anche sulle cause strutturali del caro carburanti. In un momento in cui il governo italiano è chiamato a rispondere all'emergenza con proroghe degli sconti sulle accise, la "benzina del sindaco" si configura come una risposta dal basso a un problema nazionale, una soluzione pragmatica che dimostra come, dove il mercato si ritira, a volte sia l'ente pubblico a dover fare un passo avanti per garantire la sopravvivenza dei piccoli borghi italiani.
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