La Uno Bianca e i servizi, i pm sentiranno Savi: caccia ai fiancheggiatori

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   A Bologna, dove il sangue delle vittime della Uno Bianca si è spesso mescolato alla polvere dei quartieri periferici, la procura ha deciso di fare chiarezza su un aspetto rimasto per decenni in ombra: l’esistenza, vera o presunta, di un «apparato» che per sette anni avrebbe protetto quella banda di assassini. Quasi tutti poliziotti, questi criminali – lo ricordiamo – non agivano come comuni rapinatori, e anzi qualcuno, tra i tanti punti interrogativi che ancora avvolgono la vicenda, si è chiesto se non fossero, piuttosto, dei terroristi. Sarà ascoltato a breve Roberto Savi, già condannato per quei fatti, e le sue dichiarazioni rilasciate di recente a Francesca Fagnani nel programma “Belve Crime” hanno riaperto uno squarcio che molti speravano ormai richiuso. Lui, Savi, ha confermato l’esistenza di fiancheggiatori esterni al nucleo operativo formato dai suoi due fratelli minori e da altre tre persone; l’ha fatto senza troppi giri di parole, scatenando reazioni prevedibili ma non per questo meno violente.

Il carabiniere ucciso e il fratello che chiede giustizia

Tra quelle reazioni, le più aspre arrivano da Ludovico Mitilini, fratello di Mauro – il carabiniere ucciso al Pilastro il 4 gennaio 1991 – il quale non ha nascosto il proprio sconcerto. «Come familiare di una vittima – ha dichiarato – non fa piacere vedere un criminale del genere in televisione, libero di parlare. Mi sembra anche un po’ pericoloso». Le parole di Mitilini, che si è sentito apertamente «sbeffeggiato» dall’intervista, contengono un passaggio cruciale: «Savi ha lanciato segnali inquietanti. Sul suo arresto qualcuno chiarisca». Per lui, insomma, quelle affermazioni non possono restare senza riscontri, e anzi vanno «accertate e approfondite» dalla magistratura. Un appello, il suo, che sembra aver già trovato ascolto tra i pm, i quali ora si preparano a convocare nuovamente l’ex capo della banda.

Depistaggi e ostacoli: la lettera dei magistrati che indagarono

Non è un caso, del resto, che gli stessi magistrati che condussero le indagini sui fratelli Savi abbiano parlato apertamente di depistaggi. Lo hanno fatto con una lettera, pubblicata in queste ore, in cui si legge una frase secca: «Le nostre indagini furono ostacolate. Confidiamo nel lavoro dei magistrati». Un’ammissione pesante, se si considera che a scriverla sono Lucia Musti e Giovanni Spinosa, due nomi che per chi ha seguito la vicenda rappresentano la memoria istituzionale del caso. Loro sanno bene che quella stagione di stragi e rapine – la Uno Bianca seminò terrore tra il 1987 e il 1994 – vide anche manovre occulte, soffiate, depistaggi veri e propri. E ora, con la riapertura delle verifiche su chi abbia protetto quella cellula criminale, si torna a chiedersi: c’era un “apparato” alle spalle dei killer? Se sì, quale interesse aveva a mantenerli in attività?

L’eredità televisiva della Fagnani (e il silenzio delle fonti ufficiali)

L’intervista di Francesca Fagnani a Roberto Savi, al di là dei singoli contenuti, ha assunto un rilievo inaspettato anche sul piano giornalistico. Seguita da oltre un milione di spettatori, la puntata di “Belve Crime” ha generato un dibattito vastissimo – polarizzante, certo – ma lo ha fatto con una pagina di cronaca nera tradotta in linguaggio televisivo asciutto, senza compiacimenti. La Fagnani, ormai, viene indicata da più parti come l’erede della Leosini per la capacità di mettere i criminali davanti alle proprie contraddizioni. Eppure, nessuno degli inquirenti contattati ha voluto rilasciare dichiarazioni ufficiali sull’evoluzione del procedimento. Savi verrà riascoltato, e questo è l’unico fatto certo. Chi lo abbia coperto, con quali mezzi e per ordine di chi, resta una domanda aperta che solo le aule di giustizia – e non la televisione – potranno eventualmente rispondere.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.