Petrolio in rialzo sui timori geopolitici, mentre il future conferma 57,50 dollari

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La mattinata si è aperta con un deciso segnale positivo per il future sul Crude Oil, scadenza febbraio 2026, il quale ha saldamente confermato il recupero del livello di 57,50 dollari per barile. L’attenzione degli operatori, in questa fase, si sta progressivamente spostando verso la resistenza di breve termine che si è venuta a delineare tra i 58,85 e i 58,90 dollari, un ostacolo il cui superamento – seppur il quadro tecnico generale permanga ancora sotto pressione – potrebbe fornire il primo segnale di una forza sufficiente a proiettare le quotazioni verso l’obiettivo dei 60 dollari e, in un secondo momento, verso l’area compresa tra 61 e 61,30.

La spinta dalle tensioni in Medio Oriente

A dare ulteriore slancio al mercato, contribuendo a quel rialzo dello 0,85% che ha portato l’apertura a 58,25 dollari, è il crescente clima di tensione internazionale che ruota attorno all’Iran, dove le proteste e la successiva repressione hanno raggiunto, secondo molte fonti, livelli di intensità mai registrati dalla fondazione della Repubblica islamica. In un contesto di quasi totale blackout informativo, imposto dalle autorità di Teheran per limitare la diffusione delle notizie, le poche informazioni trapelate parlano di centinaia di vittime e di migliaia di persone arrestate.

Le minacce di Washington e gli scenari energetici

Proprio questa drammatica situazione interna al paese, che ha visto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rivolgere più volte minacce di attacco militare qualora le morti tra i manifestanti dovessero continuare, ha introdotto un fattore di instabilità geopolitica di primo piano. Il Pentagono, stando a quanto riportato, avrebbe già presentato all’amministrazione americana le possibili opzioni di intervento, un elemento che – unito alla già fragile stabilità della regione – getta un’ombra lunga sui mercati delle materie prime. Il timore di un’escalation, che potrebbe coinvolgere uno dei principali attori nell’area del Golfo, spinge infatti al rialzo le quotazioni del greggio, le quali stavano già cercando di riguadagnare terreno dopo le flessioni delle sessioni precedenti.

Il quadro dei mercati: petrolio in movimento, oro stazionario

L’andamento rialzista del petrolio, dunque, procede con decisione nonostante la relativa staticità mostrata nello stesso arco temporale dal derivato sull’oro, il cui future prosegue stabile scambiando attorno ai 4.470 dollari dopo un’apertura a 4.477,56. Sul fronte del greggio, il Wti del Texas ha consolidato i suoi guadagni, salendo dello 0,93% e portandosi a 58,3 dollari al barile, mentre il Brent ha fatto registrare un incremento della medesima entità, quotandosi a 62,6 dollari. Si tratta di movimenti che, se da un lato riflettono le dinamiche tecniche di mercato, dall’altro appaiono inevitabilmente sensibili al peso delle notizie che giungono dalla scena internazionale, dove ogni sviluppo è potenzialmente in grado di alterare gli equilibri dell’offerta.

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