Scomparsa a Cuba, le ricerche riprendono dopo nove giorni di silenzio
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Redazione Interno
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Sono passati nove giorni dall'ultimo contatto con Maurizio Cappato, e il mare intorno a Cienfuegos continua a non restituire risposte. L'ex agente della polizia stradale, 63 anni, originario del Polesine e trapiantato a Cuba da sei anni dopo la pensione, si è allontanato per una battuta di pesca nella zona sud dell'isola, nei pressi del noto tratto costiero del Rancho Luna, senza più fare ritorno a casa.
Lunedì 24 agosto, intorno alle 16 ora locale, è uscito con la sua attrezzatura; la moto, lo zaino e il telefono cellulare sono stati invece rintracciati dalle autorità cubane, che hanno quindi avviato un primo giro di pattugliamenti. A causa di ritardi burocratici e di un silenzio che aveva gettato nello sconforto i familiari, le operazioni sul campo sono però state sospese per diversi giorni, per poi riprendere solo in queste ultime ore con rinnovati sopralluoghi nello specchio di mare e lungo le insenature rocciose dove si sono perse le tracce dell'uomo.
La denuncia della figlia e il ruolo dell’Interpol
La figlia Mary Cappato, che risiede nel Rodigino, ha annunciato l’intenzione di formalizzare una denuncia di scomparsa presso i carabinieri di Rovigo, un atto necessario per attivare le procedure di ricerca dei cittadini italiani dispersi all’estero. L'obiettivo è che il caso possa essere preso in carico dall'Interpol, facilitando gli scambi informativi tra le autorità italiane e quelle cubane. La speranza della famiglia è che, attraverso i canali ufficiali, si riesca a superare quella barriera di lungaggini amministrative che fino a questo momento ha di fatto rallentato le ricerche.
Mary Cappato, in preda all’angoscia, ha più volte sottolineato come le ore passate senza notizie abbiano reso insostenibile l'attesa, spingendo i parenti a chiedere con forza l'intervento diretto dei diplomatici italiani per fare pressione sulla polizia locale.
Le critiche all’Ambasciata e il caso Di Battista
Tra la disperazione e la rabbia, la figlia dell’ex agente ha sollevato un parallelo che sta facendo discutere, riferendosi alla presunta disparità di trattamento riservata dall’Ambasciata italiana nei confronti dei connazionali in difficoltà. A innescare il malcontento, la constatazione che la rappresentanza diplomatica si sarebbe mossa con maggiore sollecitudine nei giorni scorsi per assistere l'ex parlamentare Alessandro Di Battista, colpito da un problema di salute durante la sua permanenza sull'isola.
Pur senza entrare nel merito delle condizioni dell'ex esponente politico, la famiglia Cappato ha evidenziato come la rapidità dei soccorsi riservati a una figura pubblica abbia messo in evidenza, per contrasto, le enormi difficoltà incontrate per ottenere risposte riguardo alla sorte del 63enne rodigino.
La moglie cubana e gli amici di Maurizio, intanto, continuano a percorrere palmo a palmo il litorale nelle vicinanze di Cienfuegos, raccogliendo testimonianze e cercando eventuali oggetti che possano ricostruire gli ultimi spostamenti del pensionato prima che il suo segnale si disperdesse nel nulla.
Vita cubana e l’ultima uscita in mare
Maurizio Cappato aveva scelto Cuba come nuova dimora dopo aver maturato gli anni di servizio nella Polizia Stradale a Borsea, un distaccamento vicino a Rovigo dove aveva lavorato per decenni. Andato in pensione, aveva deciso di ricominciare da zero, attratto dal clima caraibico e da una vita più lenta, e si era stabilito definitivamente sull'isola dove aveva anche contratto un nuovo matrimonio con una donna cubana. La mattina del 24 agosto si era incamminato verso il mare come faceva spesso, ma quella volta il rientro non è avvenuto.
Gli amici che lo conoscono bene hanno riferito che non si trattava di una battuta di pesca particolarmente lunga o in acque pericolose, e questo rende ancora più inspiegabile la sua scomparsa. Le autorità locali hanno confermato il ritrovamento dei suoi effetti personali, un dettaglio che esclude l'ipotesi di un allontanamento volontario e alimenta invece il timore di un incidente o di un malore, in attesa che le ricerche in mare e sulla scogliera possano finalmente fornire un elemento concreto su cui lavorare.
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