Ryanair punta sugli scali regionali, Bologna chiude agli incentivi e rilancia il tema del rumore
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Redazione Economia
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Ryanair si trova di fronte a una netta chiusura da parte del Comune di Bologna sul tema di sconti e incentivi alle compagnie aeree, mentre l’amministrazione cittadina sposta l’attenzione sull’impatto acustico generato dal traffico aereo. La posizione di Palazzo d’Accursio è stata ribadita durante il question time dalla vicesindaca Emily Clancy, che ha risposto alle richieste avanzate dal ceo della compagnia, Eddie Wilson. Il messaggio è stato chiaro: non sono previsti ulteriori incentivi o agevolazioni economiche per le compagnie e la priorità dell’amministrazione resta il miglioramento delle condizioni legate ai numerosi sorvoli sulla città.
La presa di posizione arriva in una fase di forte espansione delle attività di Ryanair in Emilia-Romagna. Mentre Bologna conferma la propria linea sugli incentivi, la compagnia irlandese ha annunciato un programma di crescita che coinvolge in particolare gli aeroporti di Forlì, Parma e Rimini. Il confronto tra le due impostazioni evidenzia temi differenti: da una parte la gestione dell’impatto del traffico aereo sul territorio urbano, dall’altra le opportunità di sviluppo collegate all’aumento delle rotte e dei collegamenti regionali.
Il piano di crescita di Ryanair negli aeroporti emiliano-romagnoli
Durante un incontro con la stampa organizzato all’Aemilia Hotel di Bologna, i vertici di Ryanair hanno illustrato la nuova programmazione estiva per i quattro scali regionali. La compagnia ha definito il progetto come il più grande operativo estivo mai realizzato in Emilia-Romagna, annunciando per il 2026 oltre 5,3 milioni di posti disponibili nella regione, con una crescita del 5% rispetto ai livelli precedenti. L’iniziativa si inserisce in una strategia che guarda al lungo periodo e che punta a rafforzare la presenza della compagnia sul territorio attraverso un ampliamento dell’offerta di collegamenti.
Secondo quanto comunicato da Ryanair, la decisione della Regione di abolire l’addizionale municipale di 6,50 euro negli aeroporti di Forlì, Parma e Rimini a partire dal 1° gennaio 2026 rappresenta uno degli elementi chiave del nuovo piano. La compagnia prevede di garantire circa 700.000 passeggeri in più, pari a una crescita del 50%, accompagnata dall’attivazione di nove nuove rotte. Nelle previsioni presentate durante l’annuncio, l’espansione dovrebbe inoltre sostenere oltre 445 posti di lavoro complessivi negli aeroporti regionali coinvolti dal provvedimento.
Il confronto tra sviluppo dei collegamenti e impatto sul territorio
L’eliminazione dell’addizionale municipale nei tre scali regionali viene indicata da Ryanair come un fattore determinante per la crescita prevista nei prossimi anni. L’operativo estivo annunciato per il 2026 dovrebbe portare il volume complessivo annuo a circa 7 milioni di passeggeri, consolidando il ruolo degli aeroporti di Forlì, Parma e Rimini nella rete della compagnia. Contestualmente, il ceo Eddie Wilson ha sottolineato la volontà di investire sulla connettività annuale degli scali regionali, accompagnando il lancio dell’espansione con tariffe promozionali rivolte ai viaggiatori.
Nel frattempo Bologna mantiene una posizione differente. Alla richiesta di ulteriori agevolazioni economiche, l’amministrazione comunale ha risposto richiamando la decisione già assunta dal Consiglio comunale e ribadendo che l’attenzione resta concentrata sulla riduzione dell’impatto acustico legato ai voli che attraversano la città. Il tema del rumore viene indicato come la principale preoccupazione dell’amministrazione, mentre la crescita annunciata da Ryanair negli altri aeroporti dell’Emilia-Romagna conferma una fase di forte trasformazione per il sistema aeroportuale regionale e per la distribuzione dei collegamenti sul territorio.
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