La Volta Buona e il naufragio dei Carrisi: tra pagelle, chirurgia e il dolore senza tempo per Ylenia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nel salotto pomeridiano di Rai 1, quello condotto con ironia tagliente da Caterina Balivo, si è consumato l’ennesimo atto di una tragedia classica in salsa italiana. Il palinsesto, si sa, ha il potere di trasformare il dolore intimo in spettacolo quotidiano, e la puntata del 7 maggio de “La Volta Buona” non ha fatto eccezione, anzi. Si è parlato del “caso Al Bano e Romina”, naturalmente, ma anche di altri echi di cronaca rosa, come il ricordo del cantautore Sandro Giacobbe e i rischi connessi alla chirurgia estetica – questi ultimi riportati alla ribalta dal nuovo intervento subito da Francesco Chiofalo, presenza fissa nelle dinamiche del gossip. Ma è stata l’analisi dei dissidi familiari a monopolizzare l’attenzione, con un verdetto tanto secco quanto simbolico: Romina Power sotto accusa, promossa con un votaccio, un 4 che profuma di condanna mediatica.

Lo scontro sulle macerie di New Orleans

La scintilla di questa ennesima escalation, che ha costretto i figli a schierarsi come in una guerra per procura, scoppia ben prima del programma di Balivo. È Caterina Balivo stessa a ricostruire la genesi: Romina, ospite di Francesca Fagnani a “Belve”, ha riacceso una ferita mai rimarginata, quella per la scomparsa della primogenita Ylenia nel 1994. L’artista americana, in quell’occasione, aveva raccontato di aver cercato un “pilastro” su cui appoggiarsi nel baratro, salvo scoprire che quel sostegno – riferendosi evidentemente ad Al Bano – non c’era, lasciando un vuoto assoluto: “Non c’era un appoggio, non c’era niente”, aveva tuonato. Una versione che Al Bano, rientrato da un concerto in Kirghizistan (dove non aveva visto la tv), ha appreso attraverso i racconti di terzi, una circostanza che lo ha letteralmente “ferito nell’anima”, come ha confidato poi al settimanale “Oggi”. Il cantante ha respinto l’accusa con la forza della disperazione, rivendicando il proprio ruolo di padre: “Una mamma non ha il diritto di offendere un padre in questo modo”, ha tuonato, visibilmente scosso, riaprendo il dibattito su come si sia consumata la separazione emotiva durante quei drammatici giorni a New Orleans.

Il riscatto in diretta e la difesa di Jasmine

È in questo clima di tensione che si inserisce l’intervento della giovane Jasmine Carrisi. Figlia della relazione tra Al Bano e Loredana Lecciso, Jasmine ha scelto il palco de “La Volta Buona” per prendere posizione, offrendo un contraltare umano e diretto alle parole della matrigna. A differenza dei suoi fratelli maggiori (Yari e Cristel, che avevano già lanciato frecciate social piuttosto eloquenti), Jasmine ha optato per la difesa frontale del padre, visibilmente provato dalla bufera mediatica. “Questa è la prima volta che vedo mio padre così vulnerabile”, ha confessato in studio, aggiungendo che il suo sfogo a “Domenica In” è stato quasi un atto liberatorio. Con una rara capacità di sintesi emotiva, ha ribaltato la metafora del “pilastro” usata da Romina: per Jasmine, se sua madre non ha trovato un appoggio in Al Bano, è semplicemente perché quel “pilastro” stava vacillando anche per lui, travolto dallo stesso identico dolore. È una posizione rischiosa, quella della figlia di Loredana, che espone la sua famiglia a ulteriori spaccature, ma che nello studio di Rai 1 ha trovato terreno fertile.

Il silenzio rotto di Romina Carrisi e gli altri fronti

Nel frattempo, il coro delle voci si è fatto più fitto. Dopo le posizioni nette di alcuni fratelli, si è aggiunta anche Romina Carrisi (la quartogenita, nata dall’unione tra Al Bano e Romina Power), che per qualche giorno aveva prudentemente osservato il silenzio. La giovane, rompendo gli indugi, ha messo la sua firma: “Concordo”, ha scritto, commentando un post che invitava i due ex coniugi a risolvere i loro conti lontano dalle telecamere. Un’approvazione laconica che suona come una stilettata al teatrino mediatico che da settimane tiene banco. A fare da sfondo, quasi a testimoniare un’Italia distratta e ipocondriaca, il tema della chirurgia estetica: se da un lato si discuteva delle dichiarazioni di Chiofalo (sempre pronto a ritoccare il suo, quasi come fosse una maschera da indossare), dall’altro restava la sensazione che il vero volto mostrato quella mattina fosse quello, spietato, di una famiglia alle prese con la più crudele delle assenze.

Nell’ombra di una felicità perduta

Nel salotto di Caterina Balivo, insomma, non si è tanto commentato un gossip, quanto si è fotografata l’implosione di un mito. Al Bano e Romina, il duo che cantava “Felicità”, sono oggi due naufraghi che si accusano a vicenda di non aver saputo tenere a galla la barca durante la tempesta. Il voto 4 assegnato a Romina è il segno lampante di un’opinione pubblica che, stanca delle recriminazioni, sembra aver scelto da che parte stare, almeno nel microcosmo del daytime tv. Jasmine Carrisi ha fatto la sua parte, difendendo l’orgoglio ferito del padre, mentre le figlie maggiori restano a guardare, o a colpire, da dietro uno schermo. Ciò che emerge, al di là delle pagelle, è una verità cruda: la scomparsa di Ylenia, invece di unire i superstiti, ha finito per trasformare ogni ricordo in un’arma.

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