Mondiali ciclismo 2026, senza Pogacar sfida aperta tra Evenepoel e Van der Poel

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Mondiale di ciclismo 2026 a Montreal perde uno dei protagonisti più attesi: l’assenza di Tadej Pogacar apre una corsa iridata con nuovi equilibri e diversi candidati alla maglia arcobaleno. La UAE Team Emirates arriva comunque alla prova canadese con tre corridori di primo piano, mentre Evenepoel, Van der Poel e Van Aert si preparano a contendersi un successo che potrebbe segnare la loro stagione.

La UAE punta su Del Toro dopo il forfait del campione sloveno

A pochi metri dal traguardo del circuito di Mont Royal, Mauro Gianetti si è presentato in bicicletta con la maglia UAE, fermandosi a parlare con alcuni tifosi. Alla domanda sulla mancanza di Pogacar ha risposto senza considerare la squadra “orfana”, indicando invece il gruppo di alternative costruito dalla formazione emiratina. Tra queste c’è Isaac Del Toro, reduce da una prestazione convincente proprio sul percorso canadese.

Il giovane messicano è uno degli elementi su cui la UAE ha concentrato le proprie possibilità nella prova su strada. La sua condizione è stata evidenziata anche dal successo al Grand Prix Cycliste de Montréal, dove ha preceduto Paul Seixas dopo un attacco decisivo negli ultimi metri. La gara canadese ha rappresentato un test importante sullo stesso ambiente che ospita il Mondiale, con il circuito caratterizzato dalle difficoltà della salita verso Mont Royal.

Evenepoel cerca il secondo titolo su strada dopo il dominio a cronometro

Tra i favoriti della vigilia c’è Remco Evenepoel, che arriva alla gara in linea dopo aver conquistato il quarto titolo mondiale consecutivo nella cronometro. Il belga ha stabilito un primato nella specialità, imponendosi sulla distanza di 39,2 chilometri davanti a Filippo Ganna e al francese Paul Seixas.

Il corridore belga vuole ora aggiungere un altro successo nella prova su strada, dopo quello ottenuto nel 2022. Nel precedente Mondiale disputato a Kigali aveva chiuso al secondo posto alle spalle di Pogacar, risultato che ha alimentato la sua ambizione di dimostrare la propria competitività anche nelle gare di lunga distanza e non soltanto contro il tempo.

Van der Poel, Van Aert e i giovani pronti a cambiare lo scenario

La sfida comprende anche Mathieu Van der Poel, chiamato a misurarsi su un percorso che richiama la storia della sua famiglia: nel 1974, sempre a Montreal, il nonno Raymond Poulidor arrivò secondo alle spalle di Eddy Merckx nella corsa iridata. Il neerlandese punta a replicare il successo mondiale già ottenuto in passato e sfruttare un tracciato adatto alle sue caratteristiche.

Accanto ai campioni affermati cresce il peso dei corridori più giovani. Paul Seixas, francese di 19 anni, ha già conquistato il podio nella cronometro del Mondiale canadese, confermando le aspettative sul suo talento nelle prove contro il tempo. Anche Del Toro e altri emergenti arrivano alla prova su strada con risultati recenti che li hanno portati al centro dell’attenzione internazionale.

Tra gli outsider figura anche l’Italia, che punta su una squadra completa e sulla sorpresa Lorenzo Finn, al debutto tra i grandi in una competizione iridata. Il percorso di Montreal, tornato per la seconda volta nella città canadese dopo l’edizione del 1974, misura le ambizioni dei favoriti e lascia spazio anche a corridori capaci di inserirsi nella lotta nelle fasi finali della gara.

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