Incendio a Settimo Torinese, le fiamme partite da un accumulatore seriale: venti famiglie sfollate

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sono almeno venti le famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni nella tarda mattinata di oggi, domenica 10 maggio, dopo che un vasto rogo – sviluppatosi inizialmente all’interno di un alloggio situato in via Ceres 19, a Settimo Torinese – ha rapidamente coinvolto un magazzino adiacente e minacciato una palazzina residenziale poco distante. A innescare il tutto, stando alle prime ricostruzioni degli operatori presenti sul luogo, sarebbe stato un accumulatore seriale di rifiuti: si tratta di un anziano vedovo che, come riferito da diverse fonti presenti sul posto, aveva trasformato il proprio appartamento e gli spazi limitrofi in un deposito incontrollato di masserizie, scarti e oggetti di vario genere. La sua stessa abitazione, quella da cui si sono propagate le fiamme intorno alle otto di mattina, è stata completamente investita dal fuoco.

L’intervento massiccio dei vigili del fuoco e le operazioni di evacuazione

Sul posto si sono immediatamente precipitate venti squadre dei vigili del fuoco, chiamate a fronteggiare un incendio la cui violenza è testimoniata dall’alta colonna di fumo nero – visibile a chilometri di distanza, segnalata da residenti persino nei comuni di Volpiano e Leini – che per ore ha oscurato il cielo sopra l’area industriale e residenziale di via Ceres. Parallelamente, il personale sanitario del 118 di Azienda Zero è giunto per assistere eventuali intossicati o feriti, mentre la protezione civile ha coordinato lo sgombero della palazzina accanto al magazzino, quella stessa struttura dove risiedono le venti famiglie ora senza tetto. Nessuna vittima è stata finora confermata, sebbene le operazioni di evacuazione, condotte con cautela dai pompieri, abbiano richiesto l’allontanamento immediato di anziani e bambini, alcuni dei quali hanno accusato lievi problemi respiratori a causa della densa nuvola di fumo.

L’origine del rogo tra un’abitazione e una carrozzeria: rifiuti e masserizie a rischio

Le indagini, ancora in fase preliminare, convergono su un duplice fronte: da un lato l’appartamento dell’accumulatore seriale, dall’altro una carrozzeria situata nelle immediate vicinanze – al numero 11 di via Ceres – all’esterno della quale erano ammassati cumuli di rifiuti e scarti vari. Le fiamme, partite dall’alloggio dell’anziano, hanno infatti lambito il magazzino della ditta, dove erano stoccati materiali di diversa natura, contribuendo ad amplificare l’intensità del rogo. I vigili del fuoco stanno ancora lavorando per mettere in sicurezza l’intera area, mentre le squadre proseguono nello spegnimento dei focolai residui; particolare attenzione è rivolta alla struttura della palazzina sgomberata, i cui muri potrebbero aver subito danni strutturali a causa delle alte temperature raggiunte.

I rilievi di Arpa Piemonte e i provvedimenti nell’area ad alta densità abitativa

Sul posto si è recato anche il personale tecnico di Arpa Piemonte, incaricato di effettuare i rilievi della qualità dell’aria in una zona – va ricordato – caratterizzata da un’alta densità abitativa e da una commistione tra residenze private, piccole officine e depositi artigianali. Utilizzando strumentazione portatile per la determinazione dei composti organici volatili, i tecnici hanno rilevato valori variabili a seconda della posizione e della distanza dal focolaio principale; tali misurazioni, sebbene speditive, hanno già suggerito l’opportunità di mantenere chiusi gli infissi delle case circostanti e di limitare gli spostamenti a piedi nell’area. Nessuna ordinanza di blocco del traffico è stata ancora emessa, ma il sindaco sta valutando provvedimenti contingentemente all’evolversi delle operazioni di bonifica. Le venti famiglie sfollate, infine, sono state temporaneamente accolte da parenti o in strutture messe a disposizione dal comune, in attesa che i vigili del fuoco dichiarino definitivamente agibile (o inagibile) la palazzina evacuata.

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