Incendio al grattacielo di Ferrara, sfollate oltre duecento persone
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Redazione Interno
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Un cortocircuito nel quadro elettrico generale, propagatosi nel vano contatori al piano interrato, ha dato origine nella notte di domenica 11 gennaio a un vasto incendio che ha interessato la Torre B del Grattacielo di via Felisatti, a Ferrara, costringendo all'evacuazione d'emergenza, nel cuore della notte, tutte le famiglie residenti. Le fiamme, le quali hanno trovato facile alimento nei cavi e nei dispositivi tecnici, hanno sprigionato una densa e pericolosa colonna di fumo che, salendo attraverso le condotte, si è diffusa fino agli ultimi piani del palazzo, un edificio di venti piani che conta ottantaquattro appartamenti e sorge a pochi metri dalla stazione ferroviaria. L'allarme, divampato intorno alle tre, ha immediatamente richiamato sul posto numerose squadre di vigili del fuoco, provenienti non solo dal comando provinciale di Ferrara ma anche dai distaccamenti di Bondeno, Copparo, Portomaggiore e persino dalle province vicine di Rovigo e Ravenna, le quali hanno coordinato le complesse operazioni di soccorso.
Le operazioni di soccorso e i feriti
Gli interventi, protrattisi per diverse ore nel clima gelido della notte, hanno visto l'impiego delle autoscale per raggiungere i piani più alti e trarre in sicurezza gli inquilini, molti dei quali sono stati condotti verso l'esterno ancora in pigiama. Nel piazzale antistante la stazione, nel frattempo, la Protezione Civile aveva rapidamente allestito un primo punto di assistenza, distribuendo coperte e bevande calde a quanti, sbalzati bruscamente dal sonno, si trovavano in strada in attesa di chiarimenti. Dei soccorsi sanitari hanno avuto bisogno diciassette persone, intossicate dal fumo inalato durante la fuga, alcune delle quali sono state trasportate in ospedale per accertamenti che, per fortuna, non hanno mai fatto temere per le loro vite. La macchina dell'emergenza, in quelle ore concitate, è riuscita a evitare il peggio, sebbene lo choc e la paura abbiano segnato profondamente tutti i presenti.
Lo stato dell'edificio e l'allestimento dell'accoglienza
A seguito dei primi sopralluoghi tecnici, condotti per valutare l'entità dei danni strutturali e agli impianti, le autorità competenti hanno dovuto dichiarare l'intera torre inagibile, impedendo dunque il rientro degli sfollati nei propri alloggi fino a quando non saranno eseguite le verifiche di sicurezza e le necessarie opere di bonifica e ripristino. La decisione, presa nel corso di un tavolo di coordinamento convocato d'urgenza in Prefettura nella mattinata successiva all'incendio, ha portato all'attivazione di una struttura di accoglienza più idonea e attrezzata. Il luogo prescelto per ospitare le oltre duecento persone coinvolte è stato il Palapalestre di via Tumiati, all'angolo con via Porta Catene, dove il Comune, con il supporto della Croce Rossa e dell'Azienda sanitaria locale, ha organizzato posti letto e servizi essenziali.
La gestione dell'emergenza e le prime disposizioni
Al Centro Coordinamento Soccorsi, presieduto dal prefetto Massimo Marchesiello, hanno partecipato, oltre al sindaco Alan Fabbri e agli assessori competenti, i vertici operativi di tutti i corpi impegnati nell'evento, dai Vigili del Fuoco alle forze dell'ordine, dalla Polizia Locale Terre Estensi ai rappresentanti della Protezione Civile. È stato stabilito che, sotto il controllo degli agenti e solo per brevi lassi di tempo, ai residenti sarà concesso di rientrare nell'edificio per recuperare oggetti di prima necessità e farmaci, un'operazione che verrà svolta con massima cautela data la precaria stabilità dell'immobile. L'amministrazione dell'edificio, presente all'incontro, dovrà ora avviare le pratiche per le perizie e i successivi lavori, mentre gli sfollati affrontano l'incertezza di non conoscere i tempi per il ritorno a casa, un fatto che sconvolge la normale quotidianità di un intero condominio.




