Electrolux, il sollievo e i dubbi dei lavoratori dopo il ritiro dei licenziamenti
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Redazione Economia
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Il giorno dopo l’annuncio dello stop ai licenziamenti collettivi da parte della multinazionale svedese degli elettrodomestici, arrivato al tavolo al ministero delle Imprese, tra i lavoratori dello stabilimento di Solaro c’è soddisfazione: lo scenario peggiore, quello dei 1.700 licenziamenti con 90 esuberi solo nel milanese, sembra evitato. Previsto un piano di incentivazione per le uscite volontarie in tre anni, a cui si aggiunge il possibile ricorso agli ammortizzatori sociali.
Un tavolo tecnico già convocato per l'8 ottobre
Un tavolo tecnico è già convocato per l’8 ottobre a Roma, con l’obiettivo di arrivare alla chiusura il 29 ottobre, in modo da delineare una prospettiva chiara e duratura per tutti i siti produttivi, salvaguardando i lavoratori. Le condizioni per avviare la trattativa su Electrolux sono maturate, anche se resta da verificare che si possa giungere a un accordo entro la data auspicata dal ministro delle Imprese, Adolfo Urso.
È il risultato uscito lunedì dal tavolo convocato al ministero, con azienda e sindacati, dopo la rottura di inizio settembre: lo stesso Urso parla ora dell’apertura di «una fase nuova».
Il nodo delle uscite volontarie
Il fattore decisivo è la scomparsa dalla discussione della parola «licenziamenti». Evitato il rischio di un dramma sociale pesantissimo per il territorio, restano però gli interrogativi sul futuro industriale per Electrolux. Li ricorda la sindaca di Solaro, Nilde Moretti, che lunedì mattina era al Mimit insieme agli altri sindaci dei comuni sede degli stabilimenti italiani della multinazionale. «È molto positivo il cambio di rotta e il passo compiuto verso le uscite volontarie dei lavoratori in 3 anni, anziché i licenziamenti», ha dichiarato.
Le preoccupazioni restano a Porcia
All’interno della fabbrica di Porcia restano le preoccupazioni per le ricadute del nuovo piano presentato dalla multinazionale e per il futuro dello stabilimento. Lavoratrici e lavoratori si sono riuniti ancora una volta in assemblea, con sciopero, il giorno dopo l’incontro al ministero delle Imprese. Scongiurati i licenziamenti unilaterali, restano però 1.250 uscite, seppur volontarie e incentivate in 3 anni, di cui 600 impiegati e 650 operai.
La posizione dei sindacati e il futuro di Cerreto d'Esi
La Fiom-Cgil, in una nota congiunta del segretario generale Michele De Palma e della segretaria nazionale Barbara Tibaldi, ha sottolineato come il ritiro dei licenziamenti unilaterali rappresenti «un cambio di passo importante», ponendo però come condizioni essenziali per un eventuale accordo il mantenimento della struttura occupazionale, di ricerca sviluppo e manifatturiera di Electrolux.
Resta aperto il nodo dello stabilimento di Cerreto d’Esi, per il quale il Mimit parla di «nessuno stabilimento chiuso» e di un percorso di reindustrializzazione, con la ricerca di un acquirente con l’aiuto delle istituzioni e di Invitalia.
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