Electrolux affronta sfide significative: licenziamenti e carenza di componenti
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Redazione Economia
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Electrolux, la multinazionale svedese, sta attraversando un periodo difficile. Non solo ha avviato la procedura di licenziamento collettivo di 168 impiegati, quadri e dirigenti, ma rischia anche di esaurire le scorte di componenti di provenienza cinese o estera entro la fine di febbraio.
Dettagli sui licenziamenti
La procedura di licenziamento collettivo riguarda 168 persone tra impiegati, quadri e dirigenti. Gli esuberi sono così distribuiti: 73 nello stabilimento di Porcia (Pordenone), 38 a Forlì, 34 a Susegana (Treviso), 13 a Pordenone, 5 a Cerreto d’Esi Ancona e a Solaro (Milano). Le eccedenze saranno gestite mediante uscite incentivate (fino a 72 mila euro lordi) e volontarie.
Risposta sindacale
I sindacati hanno risposto chiedendo l'intervento del governo. All’Electrolux di viale Bologna, infatti, rischiano il posto 38 dipendenti. L’azienda ha annunciato al ministero del Lavoro un massiccio piano di licenziamenti collettivi in Italia.
Situazione del mercato
Il gruppo Electrolux sta affrontando significative perdite di volumi in un quadro di flessione del mercato europeo, sceso al di sotto di 80 milioni di unità complessive, ossia con una diminuzione di circa il 12% rispetto al periodo pre-pandemico.
Possibili interruzioni della produzione
Oltre ai licenziamenti, Electrolux potrebbe affrontare interruzioni nella produzione. Entro la fine di febbraio, infatti, rischiano di terminare le scorte di componenti di provenienza cinese o comunque estera. Questa situazione potrebbe interessare tutta la fabbrica di Porcia, non solo la componente impiegatizia travolta dall'ultima ondata di esuberi.




