Oscar 2026, Michael B. Jordan festeggia con hamburger e patatine dopo la vittoria per “I peccatori”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La 98esima edizione dei premi Oscar, celebratasi al Dolby Theatre di Los Angeles, ha consegnato un verdetto che rimarrà negli annali per diversi motivi, a partire dalla storica doppietta firmata Warner Bros. e da un testa a testa che ha tenuto gli appassionati con il fiato sospeso fino all’ultima busta. Paul Thomas Anderson, dopo una carriera costellata di undici nomination andate a vuoto, ha finalmente infranto il sortilegio portando a casa la statuetta più ambita, quella per il miglior film, grazie a “Una battaglia dopo l’altra”, pellicola ispirata al romanzo “Vineland” di Thomas Pynchon. Il film, che ha totalizzato sei riconoscimenti tra cui miglior regia e migliore sceneggiatura non originale, ha avuto la meglio su “I peccatori” di Ryan Coogler, partito con sedici candidature – un record – e capace comunque di imporsi in quattro categorie di peso.
Proprio da “I peccatori”, una rilettura in chiave horror delle storie di vampiri ambientata nel Mississippi della Grande Depressione, è arrivata la vera sorpresa della serata per quanto riguarda i premi attoriali. Michael B. Jordan, alla sua prima nomination, ha vinto l’Oscar come miglior attore protagonista, superando al fotofinish favoriti della vigilia come Timothée Chalamet e Leonardo DiCaprio. L’attore, che nel film interpreta i gemelli Elijah “Smoke” ed Elias “Stack” Moore, ha dedicato il premio a chi ha aperto la strada, citando Sidney Poitier e Denzel Washington, e ha ringraziato Coogler per avergli permesso di essere “visto e ascoltato”. Il suo discorso, misurato ma carico di gratitudine, è stato uno dei momenti più applauditi della cerimonia, sebbene l’episodio destinato a fare il giro del mondo sia arrivato a microfoni spenti.
Un dopo-festa da fast food: l’incredibile serata di Jordan da In-N-Out Burger
Mentre gli addetti ai lavori si riversavano nei soliti, esclusivi after party organizzati nei locali di Los Angeles, Michael B. Jordan ha scelto una strada decisamente diversa per brindare al suo primo Oscar. Alcuni video, diventati rapidamente virali sui social network, mostrano l’attore dirigersi, con la statuetta saldamente in mano, verso un ristorante della catena di fast food In-N-Out Burger insieme al suo entourage. Le immagini, girate dai fan presenti sul posto e dallo staff incredulo del locale, ritraggono Jordan mentre ordina e consuma hamburger e patatine fritte, circondato dall'affetto dei presenti e visibilmente rilassato dopo la tensione della serata.
Questa scelta anticonvenzionale ha sorpreso per la sua spontaneità, regalando un'istantanea pop a una notte solitamente caratterizzata da lustrini e formalità. L'immagine dell'attore sorridente con il premio più ambito del cinema mondiale accanto a un semplice cartoccio di patatine ha in qualche modo sintetizzato la sua ascesa: una carriera costruita su ruoli intensi, da Fruitvale Station a Creed, ma senza mai perdere di vista le proprie radici e una certa autenticità. Una scelta, la sua, che ha monopolizzato l'attenzione online quasi quanto il verdetto delle giurie tecniche.
Paul Thomas Anderson e il trionfo di “Una battaglia dopo l’altra”
A fare da contraltare alla gioia popolare di Jordan, c'è stata l'emozione più raccolta e storica di Paul Thomas Anderson. Il regista, giunto al trentesimo anno di carriera, ha finalmente centrato il premio per la regia e per il film, ringraziando i suoi figli e scusandosi per “il pasticcio” lasciato loro in eredità dal mondo degli adulti. “Una battaglia dopo l’altra” – che vanta un cast corale con Leonardo DiCaprio e Sean Penn, premiato come miglior attore non protagonista sebbene assente per una missione umanitaria in Ucraina – ha dominato la notte insieme a “Frankenstein” di Guillermo del Toro, premiato per scenografia, costumi e trucco. Il film di Anderson ha convinto anche per il montaggio e per il casting, categoria introdotta quest'anno e vinta da Cassandra Kulukundis.
Sul fronte femminile, come da pronostico, ha trionfato Jessie Buckley, premiata come migliore attrice protagonista per “Hamnet” di Chloé Zhao. L’attrice irlandese, in un discorso toccante, ha dedicato il riconoscimento al “caos del cuore di una madre”, approfittando della coincidenza con la festa della mamma nel Regno Unito. La serata, condotta per il secondo anno consecutivo da Conan O’Brien, ha registrato anche momenti di tensione politica, come l’appello di Javier Bardem per la Palestina e il duro intervento dei realizzatori del documentario “Mr. Nobody Against Putin”, premiato nella sua categoria. Una rarità, infine, si è verificata nella categoria del cortometraggio live action, dove si è registrato un ex aequo tra “The Singers” e “Two People Exchanging Saliva”, produzione che vede la partecipazione della regista romena Natalie Musteață.




