Gp d’Ungheria, Aldeguer detta il passo nel warm-up: Marquez cerca la vittoria ma le Aprilia di Bezzecchi e Martin non mollano
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Redazione Sport
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Sarà un testa a testa serrato quello che si preannuncia tra pochi minuti sul tracciato ungherese del Balaton Park, dove la MotoGp si appresta a vivere il suo gran premio domenicale. E se la pole position, conquistata ieri, porta la firma di un Marc Marquez parso in forma smagliante, il quadro emerso questa mattina durante la sessione di warm-up ha ridisegnato gerarchie e ambizioni, consegnando un favorito inatteso quale è Fermin Aldeguer.
Lo spagnolo del team Gresini, in sella alla sua Ducati, ha infatti stampato un crono di 1’37”680, rifilando tre decimi a Pedro Acosta e circa mezzo secondo a un altro dei contendenti di punta, Marco Bezzecchi. In altri termini, chi sperava in una mattinata interlocutoria o in semplici test sui long run è stato smentito dai fatti, perché il giovane talento iberico non si è limitato a guidare la classifica dei tempi, ma ha lanciato una sfida precisa a tutto il paddock.
L’assalto di Aldeguer e le insidie nascoste tra i crono
Ciò che rende significativa la prestazione di Aldeguer – va detto – non è soltanto il dato cronometrico in sé, quanto il contesto in cui è maturato. La sessione, della durata di dieci minuti e disputata sotto un cielo soleggiato con asfalto a 36 gradi, rappresenta l’ultima occasione per affinare il setting in vista dei venti giri (si correrà dalle 14.00 in poi), e il margine di vantaggio del #54 è apparso netto e ben gestito.
Alle sue spalle, Pedro Acosta (KTM) ha confermato il buon passo mostrato in precedenza, mentre Marco Bezzecchi – leader della classifica mondiale – ha chiuso terzo con un ritardo di 569 millesimi, un segnale incoraggiante per le Aprilia, le quali si sono però prese qualche preoccupazione in più. In quarta posizione, clamorosamente, si è piazzato Diogo Moreira su Honda, alle spalle del quale ha chiuso solo quinto Marc Marquez.
Il poleman, distanziato di 637 millesimi dal compagno di marca Aldeguer, non ha quindi potuto dominare incontrastato, anzi: la sua rincorsa da dietro – lui che scatterà dalla prima casella – si annuncia come uno dei temi caldi della gara lunga. Alle sue calcagna, poi, Jorge Martin, sesto, ha di che recriminare: la sua sessione è stata condizionata da una caduta senza conseguenze fisiche, un episodio che però ne ha compromesso la raccolta dati.
Le ambizioni della Ducati e lo stato di forma dei campioni
Se Aldeguer ha rubato la scena, non si può però dimenticare che la gara è un’altra cosa, e che il meteo, unito alla gestione delle gomme, potrebbe ribaltare i valori espressi in mattinata. Marquez, reduce dalla vittoria nella Sprint di ieri – terzo successo nella gara breve in questa stagione – punta a confermarsi anche sulla distanza, forte del recupero atletico che già sabato gli aveva permesso di lasciarsi alle spalle i postumi dell’infortunio.
Eppure, le Aprilia non sembrano intenzionate a cedere terreno: Bezzecchi, che occupa il trono della classifica con 20 punti di vantaggio su Martin, ha dalla sua la regolarità e la calma del leader, qualità preziose quando il campionato entra nel vivo. Di Giannantonio, Bagnaia e gli altri ducatisti, dal canto loro, cercheranno di inserirsi nella mischia per rimescolare le carte.
Ma il dato più interessante, forse, rimane proprio l’eterogeneità della top ten: accanto ai nomi altisonanti troviamo sorprese come Moreira, indizio che l’equilibrio tecnico in MotoGp è forse il più alto degli ultimi anni, e che ogni tornata può nascondere insidie e opportunità.
Il programma del pomeriggio e le attese per lo start
L’attenzione, dunque, si sposta ora sulla gara in programma alle 14, che verrà trasmessa in diretta (oltre che in differita su TV8) e rappresenta l’atto conclusivo di un fine settimana denso di emozioni. L’asfalto del Balaton Park, con le sue 17 curve tra stop&go e tratti veloci, favorirà probabilmente chi saprà dosare meglio le energie, senza farsi illusioni da un warm-up che, nonostante l’autorevolezza, è solo una prova generale.
Per Aldeguer, ad esempio, la tentazione di ripetere il colpo sarà forte, ma alle sue spalle ci sono campioni navigati come Acosta, capace di mettere pressione dal primo all’ultimo giro, e un Bezzecchi che non sbaglia quasi mai le traiettorie decisive. Non mancano poi variabili legate agli incidenti: Martin e Mir sono già caduti in mattinata, e per loro il recupero psicologico sarà importante quanto quello cronometrico.
In definitiva, chi si aspetta una passerella per il poleman rischia di rimanere deluso; perché tra Ducati in gran spolvero, Aprilia che difendono la vetta della classifica e giovani rampanti come Aldeguer, la Gp d’Ungheria ha tutti i crismi per regalare sorpassi, duelli e qualche colpo di scena. Resta solo da vedere se la regolarità di Bezzecchi prevarrà sull’esplosività di Marquez, o se la griglia, come spesso accade, ci regalerà un vincitore inatteso.




