Il Politecnico di Milano tra i primi 100 atenei al mondo, ma l'Italia perde i suoi laureati

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Politecnico di Milano consolida la sua posizione tra le prime cento università al mondo, secondo l’ultima edizione del QS World University Rankings, confermando un’eccellenza che, tuttavia, non basta a compensare il crescente esodo dei giovani italiani più qualificati. Come ha sottolineato Nunzio Quacquarelli, fondatore e presidente di QS, il Paese affronta una duplice crisi: «L’invecchiamento della forza lavoro e l’accelerazione della perdita dei suoi giovani più istruiti». Un dato allarmante, ribadito anche dal governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e suffragato dalle statistiche Istat: negli ultimi dieci anni, quasi 100.000 laureati tra i 25 e i 35 anni hanno scelto di costruire il proprio futuro all’estero.

Non mancano, però, segnali positivi nel panorama accademico nazionale. L’Università di Siena, per esempio, sale per il terzo anno consecutivo nella classifica internazionale, guadagnando circa 80 posizioni e attestandosi al 607° posto globale, ben al di sopra della media delle 1.500 migliori istituzioni valutate. Un risultato che la colloca nel 40% degli atenei ritenuti eccellenti a livello mondiale, nonostante le difficoltà strutturali del sistema universitario italiano.

Anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore conferma la sua crescita, scalando 33 posizioni e raggiungendo il 409° posto nel QS World University Rankings 2026. Un balzo in avanti che riflette il consolidamento della sua reputazione, sia in patria sia oltreconfine, grazie a una strategia di internazionalizzazione e ricerca sempre più incisiva.

Ma è l’Università di Roma Tor Vergata a registrare l’ascesa più significativa: per la prima volta entra tra le prime dieci italiane e si piazza al 355° posto mondiale, posizionandosi nel primo quarto della classifica QS. Merito, in particolare, del suo alto tasso di citazioni bibliometriche – 246° al mondo – e della forte attrattività per gli studenti internazionali, che la rendono seconda in Italia per mobilità accademica.

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