Qs 2026, la Cattolica tra i primi cento atenei al mondo in tre discipline
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Redazione Interno
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Il respiro internazionale dell’università italiana trova conferma puntuale nell’ultima edizione del QS World University Rankings by Subject, la classifica che ogni anno fotografa lo stato di salute dell’alta formazione. Tra i dati più significativi spicca la conferma per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che si mantiene saldamente nella rosa dei primi cento atenei al mondo – un traguardo raggiunto grazie a tre discipline specifiche: “Classics & Ancient History”, “Theology, Divinity & Religious Studies” e “Nursing”. È un riconoscimento che non si limita a certificare la qualità della didattica in questi comparti, ma che ne attesta anche la continuità nel tempo, elemento non secondario quando si valutano le istituzioni accademiche su scala globale.
Oltre a questi posizionamenti d’eccellenza, l’ateneo milanese segnala un miglioramento sensibile in un settore tradizionalmente complesso come quello medico. “Anatomy & Physiology”, in particolare, ha fatto il salto di qualità entrando nella fascia 101-200, un avanzamento che si inserisce in un percorso di crescita più ampio. Non meno rilevante è la stabilità mostrata in altri ambiti fondamentali: l’università conserva infatti il suo posizionamento nella fascia 101-150 per “Communication & Media Studies”, “Modern Languages”, “Law” e “Psychology”. Una pluralità di risultati, questi, che raccontano di un’istituzione capace di tenere insieme tradizione umanistica e innovazione scientifica, con un’attenzione particolare verso quelle professioni sanitarie che, negli ultimi anni, hanno assunto una centralità indiscussa nel dibattito sul futuro del lavoro.
Politecnico di Milano, una conferma da vertice mondiale
Se la Cattolica eccelle per la sua capacità di presidiare discipline umanistiche e sanitarie, il Politecnico di Milano continua a dettare il passo nei settori tecnico-scientifici. L’ateneo, infatti, si conferma ai vertici globali con piazzamenti che lasciano poco spazio a interpretazioni ambigue: conquista il sesto posto mondiale in Architettura e Ambiente Costruito, il settimo in Design e il ventesimo in Ingegneria e Tecnologia. Sono numeri che acquistano un peso specifico ancora maggiore se inseriti nel contesto più ampio dell’edizione 2026, che ha analizzato 6.277 università – un campione enorme, se si considera che nel 2022 le sedi prese in esame erano poco più di un quarto, 1.543 per l’esattezza – per poi classificarne effettivamente 1.912. In questo scenario di concorrenza crescente, il Politecnico non solo regge l’urto, ma consolida la propria leadership nei suoi ambiti distintivi, dimostrando come l’eccellenza italiana in materie come il design e l’architettura rappresenti ancora un riferimento inaggibile per il sistema accademico internazionale.
La Sapienza, il primato mondiale che dura da sei anni
C’è poi un risultato che, per la sua ciclicità, potrebbe quasi apparire scontato ma che, proprio per questo, merita di essere sottolineato con attenzione. L’Università La Sapienza di Roma si conferma al primo posto nel mondo in Lettere classiche e Storia antica. Un primato che non è una novità dell’ultima ora, visto che dura ormai da sei edizioni consecutive, ma che ogni anno riafferma la supremazia assoluta di un’istituzione italiana in una disciplina che rappresenta l’identità culturale del Paese. La classifica QS, che si articola in cinque aree tematiche e copre 55 discipline diverse, utilizza parametri piuttosto articolati per arrivare a queste valutazioni. Vengono incrociati dati oggettivi, come il numero di citazioni delle pubblicazioni scientifiche e l’utilizzo dell’H-Index (un indicatore che serve a valutare la prolificità e l’impatto scientifico di un autore), insieme a criteri più qualitativi legati alla reputazione accademica percepita dagli addetti ai lavori.
Giurisprudenza, il peso della tradizione nella scelta dei diplomati
Un discorso a parte merita il comparto di Giurisprudenza, tradizionalmente uno dei percorsi più gettonati tra i diplomati italiani. Anche in questo caso la classifica QS 2026 offre una mappa aggiornata per orientarsi tra gli atenei del Belpaese, sebbene il dato principale resti la difficoltà di sintetizzare in un numero la complessità di una facoltà le cui radici affondano nella tradizione giuridica nazionale. Più che ai singoli posizionamenti, che variano annualmente in base agli algoritmi utilizzati dalla società di classifiche, vale la pena guardare alla tenuta complessiva del sistema universitario italiano. La conferma della Cattolica nella fascia 101-150 per “Law”, unita ai vertici assoluti delle altre istituzioni menzionate, delinea un panorama variegato ma sostanzialmente solido. Un mosaico, quello dell’alta formazione, dove atenei con vocazioni profondamente diverse – come il politecnico tecnico-scientifico, l’università generalista e quella cattolica a forte vocazione umanistica – riescono a convivere e a ritagliarsi spazi di eccellenza riconosciuti a livello globale.




