Emergenza caldo, la Toscana blocca i cantieri mentre la Lombardia resiste

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre l’anticiclone africano torna a spingere le temperature verso picchi insostenibili, la Toscana ha deciso di intervenire con un’ordinanza che impone lo stop ai lavori più rischiosi nelle ore centrali della giornata. A firmare il provvedimento, già in vigore e valido fino al 31 agosto, è stato il presidente Eugenio Giani, che ha messo al bando, dalle 12.30 alle 16, le attività fisiche intense sotto il sole, come quelle nei cantieri edili, stradali o nei vivai. La misura, applicabile sull’intero territorio regionale, si basa sui dati della mappa “Worklimate”, che segnala un rischio stress termico elevato. Chi non rispetterà il divieto dovrà affrontare sanzioni, anche se per ora non è chiaro quali controlli verranno attivati.

Diversa la situazione in Lombardia, dove nonostante i termometri segnino fino a 36 gradi a Milano – con punte previste di 40 nel weekend – la Regione non ha ritenuto necessario emettere un’ordinanza analoga. Gli operai, costretti a lavorare sotto un sole implacabile, si organizzano come possono: c’è chi distribuisce ghiaccioli e acqua fresca, come nel cantiere di via Betteloni, dove i lavoratori cercano riparo all’ombra delle strutture già erette. «Qui il sole batte tutto il giorno, serve buon senso», ammette Simone Pisoni, 54 anni, capocantiere. Ma il buon senso, in assenza di regole, non sempre basta.

Intanto in Sicilia, dove l’allerta arancione e rossa ha coinvolto da Palermo a Siracusa, il presidente Renato Schifani ha firmato un provvedimento simile a quello toscano, sospendendo i lavori più faticosi nelle ore più calde. Con temperature che superano i 35 gradi, la decisione appare inevitabile, anche se resta da vedere come verrà applicata.

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