Il caso Italo-belga a Mondello, Schifani annuncia le mosse della Regione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Potrebbe sembrare, a un osservatore distratto, che la vicenda della concessione demaniale a Mondello abbia subito l’ennesimo, fulmineo colpo di scena proprio mentre l’estate scalda i motori. Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, ha rotto il silenzio dopo l’accoglimento del ricorso dell’immobiliare Italo-belga da parte del Consiglio di giustizia amministrativa, e la sua posizione, comunicata all’Ansa, traccia una linea netta nell’arena giudiziaria.

«La Regione si costituirà tempestivamente in giudizio facendo valere le proprie ragioni, attendendo gli esiti del contenzioso ai quali si adeguerà»: con queste parole Schifani ha annunciato la controffensiva dell’ente, che non intende lasciare campo libero alla decisione del Cga senza una battaglia legale. E c’è di più, perché il governatore ha sciolto ogni riserva sul calendario processuale, spiegando che il prossimo appuntamento cruciale è fissato per il 14 maggio.

La data del 14 maggio e lo spettro della “stagione regolare”

È proprio quella data, quella della camera di consiglio, a rappresentare il vero spartiacque per i palermitani e per i turisti. L’analisi di Schifani è chirurgica: se il Cga dovesse confermare la sospensiva già concessa con un provvedimento d’urgenza -5, allora niente cambierà sotto il sole di Mondello. “La società Italo-Belga potrà montare le attrezzature e la stagione estiva sarà come gli altri anni”, ha dichiarato il presidente, fotografando un’estate 2026 che potrebbe scivolare via identica alle precedenti, nonostante la revoca della concessione firmata dall’assessorato al Territorio.

Ma la strategia della Regione non si ferma al temporaneo. Schifani ha voluto sottolineare, quasi come un’incisione a margine del discorso, che quella del 14 maggio è solo una tappa. “Fermo restando che comunque, dopo l’estate, ci sarà la sentenza di merito di primo grado del Tar sulla revoca della concessione”, ha aggiunto, spostando l’ago della bilancia dalla gestione dell’emergenza estiva alla sostanza della legalità.

L’ombra del “periculum in mora” e la polveriera sociale

A determinare il dietrofront temporaneo dei giudici non è stata una rivalutazione dei diritti della società, ma una paura concreta: il caos. Nei documenti del Cga, come riportato dagli atti, si parla esplicitamente del “periculum in mora”, ossia del pericolo nel ritardo. L’enorme massa di persone che si riversa sull’arenile, hanno scritto i giudici, potrebbe creare un vuoto di gestione tale da tradursi in un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il presidente del Cga, Ermanno de Francisco, ha accolto d’urgenza il ricorso della società proprio perché l’assenza di un soggetto unico responsabile in una baia affollatissima come quella di Mondello rischiava di trasformare l’estate in una polveriera. Così, mentre i “sacerdoti dello status quo” rivendicano il ritorno alla normalità, la Regione si prepara a riprendersi quel pezzo di spiaggia a settembre, quando l’ultimo ombrellone sarà stato chiuso.

Il lungo braccio di ferro e le assegnazioni brevi congelate

Prima di questo stop, ricordiamolo, l’assessorato regionale al Territorio e ambiente aveva già messo in campo dei bandi brevi per suddividere la spiaggia in lotti, tentando di spezzare il monopolio ultracentenario della Italo-Belga. Quei bandi, che miravano ad assegnare le concessioni in via temporanea proprio per tamponare l’estate, sono finiti nel mirino dei ricorsi e ora, con la sospensiva del Cga, restano di fatto congelati.

La società potrà quindi tornare a occupare il suo “fortino liberty” al centro della baia perlomeno fino all’autunno. A quel punto, però, il Tar sarà chiamato a emettere una sentenza di merito che potrebbe ribaltare nuovamente l’assetto, restituendo alla Regione la possibilità di revocare definitivamente la concessione. Per ora, la parola passa agli avvocati e al calendario delle udienze.

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