Il caso Italo Belga, La Vardera: “Il Cga sancisce l’incapacità di Regione e Comune su Mondello”
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Redazione Interno
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Sabato 25 aprile 2026, mentre palermitani e turisti già affollavano la spiaggia di Mondello approfittando della bella giornata, la partita sulla gestione del litorale – storicamente conteso tra interessi privati e demanio marittimo – ha subito una brusca accelerazione destinata a ribaltare, almeno per il momento, lo status quo imposto dalla burocrazia. Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana (Cga) ha infatti accolto il ricorso in appello presentato dalla Immobiliare Italo-belga, la società che per oltre un secolo ha detenuto la concessione di buona parte dell’arenile. Con questo provvedimento, che sospende l’efficacia del decreto di decadenza emesso dall’assessorato regionale al Territorio e ambiente, i giudici hanno di fatto gelato la procedura avviata dal governo Schifani per smantellare le strutture dell’azienda e ridare fiato a nuovi bandi.
Una sospensione tecnica dettata dall’estate imminente
Nel pronunciarsi a favore della società – ribaltando una precedente decisione del Tar Sicilia che ne aveva respinto la richiesta di annullamento – il Cga ha voluto sottolineare come il fattore temporale giochi, in questo frangente, un ruolo assolutamente preponderante rispetto al merito della controversia. La motivazione addotta, come si legge nell’ordinanza depositata a ridosso del ponte del 25 aprile, è quella del “periculum in mora”, un concetto latino che i giuristi utilizzano per indicare il pericolo insito nell’attesa di una decisione definitiva. I giudici, secondo quanto riferito dalle agenzie, hanno ritenuto che “l’imminenza della stagione estiva” e “l’enorme massa di persone che in tale periodo usualmente tende a riversarsi sulla spiaggia” rappresentino una combinazione perfetta per innescare "situazioni che, ove non gestite ordinatamente da alcuno, potrebbero dar luogo a concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica”. Senza un soggetto preposto alla gestione dei servizi e della sicurezza – ha ragionato il tribunale amministrativo – il caos sarebbe inevitabile, e quindi l’azienda è stata autorizzata a non smobilitare e a mantenere le proprie attrezzature in loco.
La stoccata politica di La Vardera: “Incapacità annunciata”
Se da un lato la società italo-belga tira un sospiro di sollievo, potendo così superare indenne l’avvio della stagione balneare, dall’altro l’opposizione politica non ha perso tempo nell’attaccare i vertici locali. Ismaele La Vardera, deputato regionale del movimento Controcorrente che assieme al presidente di +Europa e Radicali Matteo Hallissey ha sollevato il caso della concessione centenaria, ha bocciato senza appello l’operato del presidente della Regione Renato Schifani e del sindaco di Palermo Roberto Lagalla. “C’è poco da esultare – ha dichiarato La Vardera commentando la notizia riportata da La Sicilia – perché il Cga non ha fatto altro che affermare l’incapacità di questa amministrazione regionale e comunale di gestire la spiaggia di Mondello”. Il deputato ha aggiunto che, se fosse nei panni dei due amministratori, “due domande me le farei”, visto che la magistratura amministrativa “non è entrata nel merito della decadenza” ma ha semplicemente "rimarcato che siamo vicini all’estate e ancora Comune e Regione sono in alto mare”. Per La Vardera, insomma, la sentenza rappresenta una fotografia impietosa dello stallo istituzionale che da mesi blocca la rinascita del litorale palermitano.
Lo stallo giudiziario e l’udienza del 14 maggio
La tregua concessa dalla giustizia amministrativa è però solo temporanea: la vicenda tornerà al centro dell’attenzione il prossimo 14 maggio, data in cui è stata fissata la camera di consiglio per la trattazione collegiale della domanda cautelare. Sarà quella l’occasione in cui il Cga dovrà esprimersi in via più definitiva sulla legittimità o meno della decadenza, decidendo se confermare la sospensione o ripristinare lo stop. Nel frattempo, come rilevato da più parti, la ruspa che avrebbe dovuto abbattere le strutture dell’Italo-belga è rimasta ferma – diventando il simbolo plastico di un’estate 2026 che rischia di iniziare nel segno dell’incertezza più totale. L’auspicio, espresso dai frequentatori della spiaggia, è che almeno il caos gestionale venga evitato; ma la partita resta apertissima, con la politica e la magistratura chiamate a dirimere una querelle che va avanti ormai da anni.




