Mondello, dopo la revoca alla Italo Belga la vera partita si gioca ora in consiglio comunale

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il mare freddo di febbraio non ha fermato la messinscena, volutamente coreografica, che si è consumata ieri mattina sulla spiaggia di Mondello: un tuffo collettivo, con tanto di ombrellone piantato sulla sabbia a mo’ di bandiera, per suggellare quello che il deputato regionale Ismaele La Vardera, il giornalista Massimo Giletti e il presidente di +Europa Matteo Hallissey hanno definito un evento storico. Al centro della celebrazione, la revoca della concessione demaniale che per centosedici anni ha legato le sorti del litorale palermitano alla società Italo Belga, un provvedimento firmato nei giorni scorsi dal dirigente generale del dipartimento Ambiente Calogero Beringheli dopo un’istruttoria che ha accolto le pesanti osservazioni della commissione regionale Antimafia. La decisione dell’assessorato, motivata con il venir meno del rapporto fiduciario a causa di gravi violazioni e inadempienze, ha messo nero su bianco ciò che in molti, a partire dagli stessi promotori della protesta estiva, andavano sostenendo da mesi: il legame tra la gestione dello stabilimento e soggetti legati a contesti di illegalità, emerso dopo che si era scoperta la collaborazione con una ditta, la Gm Edil, amministrata da un familiare di un esponente di Cosa Nostra, rendeva insostenibile la prosecuzione del rapporto.

Tuttavia, se la mattinata in riva al mare è stata un tripudio di sorrisi e strette di mano, con i cittadini accorsi a condividere il momento e a godersi simbolicamente un tratto di costa finalmente percepito come libero, le dichiarazioni successive degli stessi protagonisti hanno immediatamente riportato il discorso su un piano ben più accidentato e complesso. La Vardera, infreddolito ma raggiante dopo l’immersione, ha usato parole che suonavano come un monito piuttosto che come un trionfo: l’obiettivo, ha spiegato, è raggiunto soltanto a metà, perché la battaglia vera non si vince con un decreto di revoca, ma con la capacità della politica di riempire immediatamente quel vuoto. La palla, per usare la sua metafora, passa ora nelle mani del sindaco di Palermo e del consiglio comunale, chiamati a una prova di maturità amministrativa che non ammette tentennamenti. Serve l’approvazione lampo del piano di utilizzo delle aree demaniali marittime, il Pudm, quello strumento urbanistico che giace da tempo nei cassetti e che dovrebbe ridisegnare la mappa delle concessioni, impedendo che si ricreino situazioni di monopolio e garantendo finalmente spiagge libere e accessibili a tutti.

Il rischio di un'estate senza gestione e lo spettro del ricorso

Il nodo, però, è proprio questo, e appare spinoso. Perché mentre La Vardera, Giletti e Hallissey piantavano il loro ombrellone simbolico (lo stesso che la scorsa estate venne spezzato durante un tentativo di accesso all’area in concessione), il fronte del fronte del fronte giudiziario si preparava già a mobilitarsi. La società Italo Belga, tramite una nota ufficiale, ha fatto sapere di non aver ancora ricevuto notifica formale del provvedimento, pur annunciando che, una volta esaminato l’atto con i propri legali, non esiterà a promuovere ogni iniziativa di tutela nelle sedi competenti, con l’inevitabile apertura di un contenzioso davanti al Tar. Un ricorso, con relativa richiesta di sospensiva, che potrebbe gettare nel caos la programmazione della prossima stagione estiva: se i giudici amministrativi dovessero accogliere l’istanza cautelare, l’efficacia della revoca potrebbe essere congelata, riportando di fatto la situazione al punto di partenza o creando una zona grigia di difficile gestione.

Nel frattempo, l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, pur rivendicando con orgoglio il lavoro dei propri uffici, che hanno agito con la schiena dritta e senza timori reverenziali grazie anche al supporto dell’Avvocatura dello Stato, ha già iniziato a ipotizzare soluzioni tampone per scongiurare lo scenario peggiore: quello di una Mondello abbandonata a sé stessa nel cuore dell’estate. L’idea, allo studio, è quella di rilasciare concessioni brevi, della durata limitata di novanta giorni, per consentire almeno l’apertura degli stabilimenti e garantire i servizi essenziali ai bagnanti in attesa che il Comune si doti del Pudm definitivo. Una soluzione che sa di emergenza e che non piace ai consiglieri comunali di opposizione Giulia Argiroffi, Mariangela Di Gangi, Ugo Forello e Carmelo Miceli, i quali hanno duramente attaccato l’amministrazione comunale, rea di essersi fatta trovare impreparata nonostante gli impegni presi pubblicamente già nello scorso ottobre.

Le incognite del Pudm e la pressione sul Comune

La partita, dunque, si sposta interamente a Palazzo delle Aquile. Il piano di utilizzo del demanio marittimo, che secondo le bozze circolate prevede la suddivisione dell’arenile in lotti più piccoli per evitare concentrazioni e garantirne ampie porzioni libere, deve essere discusso e approvato dal consiglio comunale in tempi rapidissimi. L’assessore all’Urbanistica Maurizio Carta ha cercato di gettare acqua sul fuoco, assicurando che gli uffici hanno completato l’istruttoria e che lo schema del piano, con tutti i pareri, sarà presto trasmesso all’aula. Ma il clima che si respira è di forte pressione: Hallissey, dal canto suo, ha lanciato un avvertimento chiaro, sostenendo che se l’amministrazione dovesse rallentare o mostrare inerzia, il rischio concreto è che una parte della cittadinanza, disorientata dal caos e dalla mancanza di servizi, possa finire col rimpiangere la vecchia gestione, anche con tutti i suoi scheletri nell’armadio. Uno scenario paradossale che i promotori della battaglia di legalità vogliono evitare a ogni costo, consapevoli che la liberazione della spiaggia non è un traguardo, ma l’inizio di un percorso amministrativo irto di ostacoli e di scadenze improrogabili.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.