Caldo e auto, le batterie si surriscaldano: i rischi per cellulari e veicoli elettrici e i consigli per proteggerli

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le ondate di calore che stanno investendo l'Italia, con picchi che ormai da giorni superano abbondantemente i 35 gradi, non mettono a dura prova soltanto la salute umana; a rischio, e forse non tutti lo sanno, ci sono anche le batterie degli apparecchi elettronici che utilizziamo quotidianamente, a partire dagli smartphone fino ad arrivare ai ben più complessi accumulatori delle auto elettriche e ibride.

Una trascuratezza che, in alcuni casi, potrebbe trasformarsi in un vero e proprio pericolo, con conseguenze che vanno dal semplice malfunzionamento fino a rischi ben più seri per l'incolumità delle persone.

L'avvertimento, chiaro e netto, arriva da chi queste tecnologie le studia e le sviluppa quotidianamente.

«Con temperature alte come quelle di questi giorni, bisogna fare attenzione con le batterie degli smartphone – racconta Antonio Rinaldi, responsabile del Laboratorio Enea Tecnologie e Dispositivi per l'Accumulo Elettrochimico-Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili – banalmente, non mettiamoli sul cruscotto bollente dell'auto, ad esempio, teniamoli lontani dalle fonti di calore».

Un consiglio che sembra scontato ma che, complice la fretta o la distrazione, viene spesso ignorato, con il cellulare che finisce dimenticato sotto il sole cocente, direttamente esposto ai raggi attraverso il parabrezza, in un abitacolo che in pochi minuti può raggiungere temperature proibitive.

Il pericolo delle temperature estreme per gli accumulatori

Il funzionamento delle batterie agli ioni di litio, che alimentano la stragrande maggioranza dei dispositivi mobili e dei veicoli elettrici in circolazione, è regolato da equilibri chimici delicati che il caldo eccessivo può facilmente alterare. L'esposizione prolungata a temperature superiori ai 45-50 gradi, come quelle che si registrano facilmente all'interno di un'auto parcheggiata al sole, accelera i processi di degrado degli elettrodi e dell'elettrolita, riducendo progressivamente la capacità di accumulo e la durata complessiva della batteria, ma il vero problema non è solo questo.

Il surriscaldamento estremo può infatti causare un fenomeno noto come "thermal runaway", una reazione a catena incontrollata che porta al surriscaldamento critico della cella e che, nei casi più gravi, può provocare incendi o esplosioni, un rischio che per un dispositivo tenuto in tasca o vicino al corpo assume contorni particolarmente preoccupanti.

Lo stesso principio, amplificato nelle dimensioni e nella potenza, vale per le vetture elettriche e ibride, i cui pacchi batteria, sebbene progettati con sistemi di raffreddamento e gestione termica sempre più sofisticati, possono subire uno stress notevole durante le giornate di caldo intenso, specialmente se l'auto è lasciata in sosta al sole per molte ore consecutive. La gestione della temperatura, in questo contesto, diventa un fattore cruciale non solo per le prestazioni e l'autonomia, che possono subire riduzioni significative, ma anche per la sicurezza a lungo termine del veicolo.

E se il sistema di climatizzazione della batteria è progettato per funzionare anche a veicolo fermo, assorbendo energia dalla rete o dalla batteria stessa, è bene ricordare che la sua efficacia ha dei limiti e che parcheggiare all'ombra, o in un luogo riparato, rimane la scelta più saggia per preservare la salute del proprio mezzo e la propria serenità.

I controlli indispensabili e l'importanza della manutenzione

Per affrontare l'estate al volante senza brutte sorprese, la prevenzione gioca un ruolo chiave, a cominciare da un check-up accurato del veicolo prima dei grandi caldi. Tra gli interventi più importanti c'è senza dubbio il controllo dell'impianto di climatizzazione, un sistema che non solo garantisce il benessere degli occupanti ma contribuisce anche a mantenere temperature più basse nell'abitacolo, riducendo indirettamente lo stress termico su eventuali dispositivi elettronici lasciati all'interno.

«Uno dei motivi per cui fare il controllo dell'aria condizionata in anticipo è il fatto che, con il variare della temperatura, le guarnizioni di tenuta dell'impianto subiscono una dilatazione o un restringimento – spiega Didier Scheebeli, agente tecnico del TCS – il rischio di perdita aumenta soprattutto in estate con la dilatazione delle guarnizioni».

Un suggerimento tecnico che vale per tutte le auto, indipendentemente dalla motorizzazione, e che sottolinea come la manutenzione ordinaria sia l'alleato migliore per evitare inconvenienti durante i viaggi e i lunghi spostamenti, spesso già di per sé faticosi a causa del traffico e del caldo asfissiante.

Oltre al controllo dell'aria condizionata, che dovrebbe includere la verifica del livello del gas refrigerante e lo stato del filtro abitacolo, è utile adottare alcuni piccoli accorgimenti quotidiani che possono fare la differenza. Tra le soluzioni più pratiche ed economiche ci sono le tendine parasole per i finestrini laterali e i parasole pieghevoli per il parabrezza, accessori che, come dimostra la loro presenza anche tra le offerte delle grandi piattaforme di e-commerce come Amazon, sono diventati ormai un must per l'estate.

Questi semplici strumenti, riflettendo i raggi solari, aiutano a proteggere l'abitacolo, e di conseguenza i passeggeri e gli animali domestici, dai raggi UV e dall'accumulo eccessivo di calore, contribuendo a mantenere la temperatura interna su livelli più accettabili e a ridurre il carico di lavoro sul climatizzatore, con un risparmio di carburante o di energia elettrica non trascurabile.

I falsi miti e le buone abitudini da riscoprire

Quando il termometro sale, è facile cadere preda di credenze popolari e rimedi fai-da-te che, però, spesso si rivelano inefficaci se non addirittura dannosi. L'idea, ad esempio, che tenere i finestrini leggermente aperti durante la sosta possa rinfrescare l'auto è in realtà un falso mito: se da un lato favorisce un minimo ricambio d'aria, dall'altro espone ulteriormente l'interno alla polvere e, paradossalmente, in assenza di vento, il calore tende a rimanere intrappolato, con il sole che scalda gli elementi dell'abitacolo che a loro volta irradiano calore.

La soluzione più efficace, insieme ai parasole, rimane quella di parcheggiare possibilmente all'ombra o in un garage, e, una volta in viaggio, privilegiare l'uso del climatizzatore automatico, che garantisce una temperatura costante e deumidifica l'aria, evitando gli sbalzi termici dannosi per il corpo e lo stress per i sistemi elettronici di bordo.

Un altro aspetto che merita attenzione, soprattutto in un periodo di transizione verso la mobilità elettrica, riguarda le modalità di ricarica delle batterie delle auto: eseguire la ricarica nelle ore più calde della giornata, magari con il veicolo esposto al sole, sottopone il sistema di raffreddamento a uno sforzo supplementare e può ridurre l'efficienza del processo, allungando i tempi e aumentando il consumo energetico per la climatizzazione della cella.

Per questo gli esperti raccomandano, laddove possibile, di programmare la ricarica nelle ore notturne o nelle prime ore del mattino, quando le temperature sono più miti, o di utilizzare colonnine con sistemi di raffreddamento adeguati, soprattutto per le ricariche veloci in corrente continua, che di per sé generano un calore notevole. Piccole attenzioni che, sommate a una guida fluida e a una minore esposizione solare, possono contribuire in modo determinante a preservare la salute della batteria e, di conseguenza, la sicurezza e il portafoglio dell'automobilista.

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