Il Lecce perde il suo architetto, Corvino chiede la pausa. In pole Trinchera per l’eredità
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Redazione Sport
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La quarta salvezza consecutiva, un traguardo che sa di storico per il club salentino e che profuma di liberazione, sembra aver coinciso con il capitolo finale dell’attuale gestione tecnica. Pantaleo Corvino, il direttore generale dell’area tecnica artefice di questo lungo ciclo virtuoso, avrebbe infatti comunicato ufficialmente al presidente Saverio Sticchi Damiani e al resto della dirigenza la volontà di fermarsi, di concedersi quella pausa tanto agognata dopo decenni trascorsi sulle montagne russe del calcio che conta.
Non si tratta, a quanto pare, di un divorzio burrascoso né tantomeno di un allontanamento forzato, quanto piuttosto di una scelta dettata da un bisogno profondo di recuperare energie fisiche e mentali, visto anche l’elevato carico di stress accumulato in questi anni e quel peso specifico che i suoi 76 anni, seppur portati brillantemente, inevitabilmente impongono.
Lascia, costui, un’eredità pesantissima fatta di plusvalenze milionarie – si pensi ai vari Hjulmand, Dorgu e Krstovic – e di una solidità patrimoniale che ha permesso al Lecce di competere nella massima serie senza mai mettere a repentaglio le proprie finanze.
Un addio annunciato e lo scenario dell’effetto domino
L'ipotesi di un anno sabbatico per il “mago” di Vernole circolava già da settimane, alimentata da quelle dichiarazioni di gennaio che molti avevano scambiato per una semplice provocazione, ma che oggi rivelano tutta la loro sincerità. L’ambiente, tuttavia, non trema soltanto per l’addio del suo stratega di mercato. A complicare il quadro estivo del club giallorosso ci si mette anche il futuro di Eusebio Di Francesco, l’allenatore abruzzese che ha condotto la barca in porto proprio domenica scorsa.
Secondo le ultime indiscrezioni raccolte dalle principali testate nazionali, il Bologna – rimasto improvvisamente orfano di Vincenzo Italiano, passato (o quasi) al Napoli – avrebbe messo nel mirino proprio Di Francesco per guidare la propria rifondazione. Lo stesso tecnico, intervistato a margine di un evento a Pescara, non ha smentito le voci, ammettendo che i propri agenti sono al lavoro e che nel calcio queste situazioni capitano, ribadendo anzi di dover ancora parlare sia con lo stesso Corvino sia con il direttore sportivo Stefano Trinchera per fare chiarezza.
Il rischio concreto, per i salentini, è quello di dover ricostruire da zero l’intera area tecnica in un colpo solo, un’eventualità che avrebbe del clamoroso visti i recenti successi.
Trinchera in pole position per la successione
Mentre i tifosi trattengono il fiato in attesa di capire se la panchina verrà “sbolognata” agli emiliani, la società sta già lavorando per tamponare la falla più grande: la poltrona lasciata libera da Corvino. In questo delicato passaggio generazionale, il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Stefano Trinchera, attuale direttore sportivo del Lecce e da anni fedelissimo braccio destro del dirigente uscente.
L’idea che sta prendendo piede in seno alla dirigenza è quella della continuità: affidarsi a Trinchera, che vanta già una piccola esperienza da “solista” dieci anni fa in Serie C, significherebbe preservare il modus operandi che ha reso grande il club, ovvero quella filosofia fatta di scouting oculato e sostenibilità economica. Una soluzione, questa, che appare al momento la più naturale, anche perché Trinchera è già in organico e conosce perfettamente i meccanismi interni.
L’ipotesi Lovisa e il futuro dell’area tecnica
Non è però l’unica strada percorribile. Se la dirigenza decidesse invece di voltare pagina in maniera più netta, abbandonando le logiche interne, il profilo emergente che farebbe al caso loro sarebbe quello di Matteo Lovisa, l’attuale direttore sportivo della Juve Stabia. Giovane (classe 1996) ma dotato di un fiuto per gli affari che ha già attirato l’attenzione di molti addetti ai lavori, Lovisa rappresenterebbe l’archetipo del dirigente moderno, dinamico e propenso alla valorizzazione dei giovani.
Qualunque sarà la decisione, che al momento pende verso la promozione di Trinchera, l’assenza di Corvino si farà sentire eccome. Lasciare, lui, una scia di talenti cristallini, da Bojinov a Miccoli fino a Dorgu, e una capacità innata di trasformare l’argilla grezza dei campetti sconosciuti in oro colato degli stadi della Serie A.




