Lavoratori introvabili, a Lecco 3.500 posti vacanti per mancanza di competenze
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Redazione Interno
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Un esercito di assenti, che si aggira a 3.500 unità, è la cifra del drammatico mismatch tra domanda e offerta di lavoro che attanaglia il sistema produttivo lecchese. La stima, elaborata dalla Cgia di Mestre, scaturisce dall’incrocio dei dati camerali sulle assunzioni previste – 6.280 nel trimestre agosto-ottobre – con un tasso di reperimento fermo al 55%, che colloca la provincia all’ottavo posto nella poco invidiabile classifica nazionale delle difficoltà occupazionali.
La medesima fotografia, seppur con numeri differenti, emerge dal contesto mantovano, dove la ricerca di operai specializzati si scontra con una realtà amara: quasi un colloquio su due, il 52,3% per l’esattezza, va deserto nonostante le 8.910 assunzioni programmate. Un paradosso, questo, che evidenzia come il problema non risieda nella carenza di opportunità, bensì in un divario sempre più marcato tra le competenze richieste dalle imprese e quelle realmente disponibili nel mercato del lavoro.




