La notte di Orta Nova, lo schianto dopo la fuga e il ricordo del “ragazzo d’oro”
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Redazione Interno
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Una notte di festa, forse una “bravata” tra adolescenti, si è trasformata in una tragedia sulle strade del Foggiano.
È morto così, a sedici anni, Andrea Procaccino: il ragazzo era a bordo di una Renault Megane station wagon (con targa polacca, secondo le prime informazioni) che, nella notte tra sabato e domenica, ha forzato un posto di blocco dei carabinieri per poi schiantarsi contro il guard-rail lungo la strada provinciale 80, alle porte di Orta Nova. panorama +3
Alla guida del veicolo, un altro minorenne (anche lui di sedici anni), che insieme ad altri tre giovanissimi è rimasto ferito ma è fuori pericolo. Per Andrea, invece, seduto sul sedile posteriore, non c’è stato nulla da fare: l’impatto è stato fatale e la sua vita si è spezzata in un istante, a poche settimane dal compimento del diciassettesimo anno d’età. foggiatoday +3
L’inseguimento e la dinamica dello schianto
La dinamica, per quanto ancora al vaglio degli inquirenti, è stata ricostruita in base ai primi rilievi effettuati dai carabinieri e dalla polizia stradale intervenuti sul posto. I ragazzi, tutti residenti nella zona, si sono dati alla fuga alla vista della pattuglia, accelerando bruscamente nel tentativo di eludere il controllo.
Ne è nato un inseguimento di qualche chilometro, durante il quale la gazzella dei militari ha mantenuto una distanza di sicurezza (si parla di circa trenta metri) senza mai entrare in contatto con la Renault, che procedeva ad alta velocità. statoquotidiano +3
Il momento fatale è arrivato in prossimità di una curva pericolosa, già teatro in passato di altri sinistri: il conducente ha perso il controllo del mezzo, che è uscito fuori strada ribaltandosi. Un dettaglio emerso dalle verifiche esclude categoricamente un contatto fisico tra le due vetture durante la fuga. rainews +3
«Un ragazzo d’oro, l’amico di tutti»
A dare un volto a quella che altrimenti rischierebbe di restare solo una statistica è stato un post social, pubblicato dal docente di Andrea, Alfredo Coppola.
Il professore dell’Istituto di Istruzione Superiore Adriano Olivetti ha voluto ricordare il giovane studente con parole cariche di un dolore sincero e crudo, lontano dai comunicati ufficiali.
«Non ci sono parole, ho solo un nodo in gola che non se ne va», ha scritto, descrivendo Andrea come un «ragazzo d’oro» dal sorriso contagioso, «l’amico di tutti» che era solito intrattenere i compagni anche dopo il suono della campanella. gazzettadiparma +3
Coppola ha raccontato un ragazzo solare, che frequentava i corridoi della scuola con una simpatia pazzesca, capace di svoltare la giornata a chiunque lo incontrasse. Un ritratto che restituisce l’immagine di una vita piena di progetti (ne avrebbe compiuti diciassette a settembre) e stroncata «in un maledetto secondo». statoquotidiano +3
Lo stato di salute degli altri ragazzi
Sul fronte dei feriti, le ultime aggiornamenti provenienti dagli ospedali della zona raccontano di una sostanziale positività, se così si può dire in un contesto di questa gravità.
Degli altri quattro minorenni che viaggiavano a bordo della station wagon (di età compresa tra i quattordici e i sedici anni), tre sono già stati dimessi e non destano preoccupazione. Per il quarto ragazzo, invece, i medici mantengono ancora una prognosi riservata, sebbene non si tratti di lesioni potenzialmente letali. panorama +3
Nessuno di loro, secondo le fonti sanitarie, ha riportato conseguenze permanenti dallo schianto. gazzettadiparma +3




