BTp Valore, la corsa agli ordini non si ferma: terza giornata a 2,78 miliardi, totale a 13 miliardi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La settima emissione del BTp Valore, il Titolo di Stato pensato dal Tesoro per intercettare esclusivamente il risparmio delle famiglie italiane, prosegue la sua marcia di raccolta facendo segnare, al termine della terza giornata di collocamento, un incremento degli ordini che, seppur in rallentamento rispetto ai primi due giorni, porta il controvalore complessivo ben oltre la soglia dei tredici miliardi di euro. Nel dettaglio, la domanda di mercoledì 4 marzo si è attestata a 2,788 miliardi di euro, una cifra che, corrispondendo a poco più di 94mila contratti sottoscritti, testimonia come l’interesse dei piccoli investitori – nonostante un contesto di mercato tutt’altro che sereno, con le tensioni internazionali che continuano a influenzare l’umore degli operatori – rimanga solido.

Se si sommano i dati odierni a quelli dei giorni precedenti, il quadro che emerge è quello di un’adesione di massa che ha pochi precedenti: il primo giorno, quello di lunedì 2 marzo, si era chiuso con un vero e proprio boom da 6,04 miliardi di euro e circa 177mila contratti, un avvio sprint che aveva subito superato le performance delle edizioni passate, mentre martedì 3 marzo la raccolta aveva aggiunto ulteriori 4,19 miliardi, frutto di oltre 134mila operazioni di acquisto. Il risultato, dopo solo tre dei cinque giorni a disposizione per l’investimento (il collocamento è previsto terminare venerdì 6 marzo a mezzogiorno, salvo una chiusura anticipata che non potrà comunque verificarsi prima delle 17:30 di oggi), è quindi un totale di poco superiore ai 13 miliardi di euro, un dato che di fatto eguaglia la raccolta dei primi tre giorni dell’emissione dello scorso ottobre, quando però gli ordini nella terza seduta erano stati leggermente più consistenti, toccando quasi i 3,3 miliardi.

Il meccanismo del titolo, che prevede cedole nominali pagate con cadenza trimestrale secondo uno schema step-up di sei anni (2,50% per il primo biennio, 2,80% per il secondo e 3,50% per il terzo, con tassi definitivi che potranno essere eventualmente ritoccati al rialzo al termine dell’offerta), si conferma dunque un’opzione gradita per chi cerca un impiego del capitale a medio termine con un profilo di rischio contenuto. A ciò si aggiunge il richiamo del premio fedeltà finale dell’0,8% per chi porterà il bond a scadenza, unitamente alla tassazione agevolata al 12,5% e all’esenzione dal calcolo Isee fino a cinquantamila euro, elementi, questi, che contribuiscono a rendere il prodotto – acquistabile senza commissioni attraverso i canali bancari e postali, nonché sulle piattaforme di home banking – una sorta di bene rifugio per una platea di risparmiatori che, a giudicare dai numeri, sembra apprezzare la semplicità dell’investimento diretto nel debito pubblico nazionale.

Il confronto con le edizioni precedenti e l’andamento dei mercati

Analizzando i flussi, emerge come la distribuzione degli ordini abbia visto un picco iniziale molto elevato, seguito da un fisiologico assestamento: il valore medio dei contratti, che il primo giorno viaggiava sopra i 34mila euro, è sceso leggermente nella seconda giornata per attestarsi sugli attuali livelli, un’oscillazione che indica una partecipazione trasversale, composta sia da grandi sottoscrittori sia da una miriade di piccoli investitori. Nel frattempo, sul mercato secondario, lo spread tra i BTp decennali e i corrispondenti Bund tedeschi ha mostrato segni di moderata flessione, scendendo a 68 punti base, un movimento che gli analisti tendono a correlare proprio alla robusta domanda per i titoli di Stato italiani in fase di collocamento, la quale contribuisce ad assorbire l’offerta e a stabilizzare i rendimenti. Il Tesoro, per tramite del ministero dell’Economia, osserva l’evolversi della situazione senza intervenire sui tassi minimi garantiti, che restano quelli comunicati alla vigilia dell’operazione, ma la possibilità di una revisione al rialzo degli stessi – un meccanismo ormai rodato per questa famiglia di bond – rimane un’opzione concreta per la chiusura di venerdì, nel caso le condizioni di mercato dovessero manifestare significative variazioni.

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