Tre morti sulla Severiana, la sciagura nel sorpasso azzardato
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Redazione Interno
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Un gesto, quello di superare un veicolo che procede più lentamente, che può trasformarsi in una condanna a morte quando viene compiuto nel momento e nel luogo sbagliati, come accaduto ieri sera lungo la via Severiana, ad Ardea, dove lo schianto frontale tra due auto ha stroncato tre vite e ne ha segnata un'altra in modo grave. La dinamica, ricostruita dagli agenti della polizia locale e dai carabinieri accorsi sul posto insieme ai soccorsi del 118, appare chiara nella sua tragica linearità: un'automobile, un'Alfa Romeo bianca, ha tentato un sorpasso in un tratto di strada, in prossimità di via Colli Marini, che non lo consentiva, forse a causa di una curva o della conformazione della carreggiata, scontrandosi poi violentemente con una Nissan Juke che sopraggiungeva dalla direzione opposta. L'impatto, di una forza tale da rendere le lamiere irriconoscibili, non ha lasciato scampo a due degli occupanti dell'Alfa Romeo, un uomo di settant'anni e sua moglie, di sessantatré, che hanno perso la vita sul colpo, mentre il loro figlio, trentaduenne, è stato estratto dalle lamiere in condizioni critiche e trasportato d'urgenza all'ospedale di Ariccia con un'eliambulanza del 118.
La famiglia in visita e il bilancio del dolore
La famiglia, originaria di Poggio Mirteto, in provincia di Rieti, si trovava nella zona di Ardea, un comune del litorale a sud di Roma, per fare visita a dei parenti, una circostanza che rende ancor più assurda e dolorosa una tragedia consumatasi in una semplice, ancorché pericolosa, strada di scorrimento. Nell'altra vettura coinvolta, la Nissan Juke, viaggiava invece da solo un uomo, il quale, seppur ferito, non risulta in pericolo di vita ed è stato anch'egli ricoverato per le cure del caso; le condizioni del giovane ferito grave, invece, rimangono serie, mentre i vigili del fuoco, dopo aver messo in sicurezza l'area e ripulito la carreggiata dall'olio e dai detriti, hanno dovuto procedere al disancoraggio dei veicoli, resi quasi una cosa sola dalla violenza della collisione.
Le indagini della polizia stradale
Sul posto, oltre ai soccorritori, sono intervenuti anche gli investigatori della polizia stradale, che hanno avviato i rilievi per accertare con precisione ogni dettaglio della dinamica, dalla velocità tenuta dalle auto alla possibile presenza di fattori come il fondo stradale bagnato o le condizioni di visibilità al momento dell'impatto, avvenuto poco dopo le otto di sera. Gli agenti, che stanno anche sentendo il conducente della Nissan sopravvissuto allo schianto, stanno esaminando ogni elemento per comprendere se, oltre all'azzeramento della distanza di sicurezza e alla manovra di sorpasso in condizioni di potenziale rischio, possano aver concorso altre cause, benché l'ipotesi prevalente resti quella di un errore umano, di una valutazione sbagliata che ha avuto conseguenze irreparabili.
Il tratto pericoloso e la cronaca nera delle strade
Quello della via Severiana, un'arteria spesso trafficata che costeggia il litorale laziale, è un tratto noto per essere insidioso in alcuni punti, teatro purtroppo, nel corso degli anni, di diversi incidenti gravi, i quali riportano periodicamente l'attenzione sulla necessità di interventi per la sicurezza stradale, un tema che vede spesso le amministrazioni locali impegnate in discussioni su come mitigare i rischi. Questo episodio, del resto, si inserisce in una lunga e triste serie di fatti di cronaca nera che hanno per teatro le strade di tutta Italia, dove le inchieste si concentrano spesso non solo sulla ricostruzione dei singoli eventi, ma anche sull'accertamento di eventuali responsabilità penali per omicidio stradale, un reato introdotto per punire chi, violando le norme del codice della strada, causa la morte di una persona.




