Moody's e l'attesa sul rating italiano, possibile una storica promozione
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Redazione Economia
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L'attesa, a Palazzo Chigi, è palpabile, mentre gli uffici si preparano a una decisione che potrebbe segnare una svolta nei giudizi sui conti pubblici. Moody's, l'agenzia di rating da sempre considerata la più prudente e severa tra le grandi sorelle della finanza, potrebbe infatti concedere all'Italia quella che molti analisti non esitano a definire una "storica promozione", un evento che non si verifica da ben ventitré anni. L'ipotesi, avanzata con crescente convinzione negli ambienti finanziari e riportata dall'agenzia di stampa Agi, vede come protagonista un possibile upgrade dalla valutazione attuale, il Baa3, un livello che il paese mantiene ormai dal 2018. La premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che hanno seguito personalmente l'iter, non nascondono le loro aspettative per un esito positivo, il quale rappresenterebbe l'apice di un percorso di riconoscimenti internazionali.
Un percorso di consensi dai mercati
Quello che potrebbe materializzarsi stanotte costituirebbe l'ultimo e forse più significativo attestato di fiducia da parte dei mercati finanziari globali, il quale si andrebbe a inserire in un solco tracciato da una serie di valutazioni positive. A questo proposito, è doveroso ricordare la promozione concessa lo scorso aprile da S&P Global Ratings, che ha portato il giudizio da BBB a BBB+ con outlook stabile, una mossa poi confermata nel mese di ottobre. A essa ha fatto eco, il settembre scorso, l'analogo upgrade di Fitch Ratings, anch'esso da BBB a BBB+, sempre accompagnato da un outlook stabile. Senza dimenticare, poi, le valutazioni di Dbrs, ferma a 'A (low)' ma con prospettive altrettanto stabili, e di Scope, che alla fine di ottobre ha voluto addirittura innalzare a positivo l'outlook sulla sua valutazione di 'BBB+', un segnale di ottimismo che non passò inosservato.
I precedenti e il lungo cammino
La decisione di Moody's, prevista per questa sera, arriva dopo un lungo periodo di attesa e sulla scia di un primo, importante segnale giunto lo scorso maggio, quando l'agenzia – pur mantenendo invariato il rating Baa3 – decise di alzare l'outlook da "stabile" a "positivo". Quel cambiamento, di per sé, fu interpretato come un forte indizio di una possibile rivalutazione futura, alimentando le speranze che oggi potrebbero trovare conferma. Per ritrovare un miglioramento effettivo del giudizio di Moody's sull'Italia, bisogna fare un salto indietro fino al 2002, anno in cui il paese fu promosso da Aa3 ad Aa2; da allora, non ci sono stati ulteriori avanzamenti, il che renderebbe un eventuale upgrade di oggi un evento ancor più rilevante e carico di significato.
Il riconoscimento di un percorso virtuoso
Il lavoro dell'esecutivo, in un contesto internazionale complesso, sembra dunque aver ricevuto una serie di importanti riconoscimenti, dei quali l'eventuale promozione di Moody's rappresenterebbe il coronamento. La conferma dello scorso aprile da parte di S&P Global Ratings, che ha mantenuto il giudizio a BBB+ con outlook stabile dopo averlo alzato, e il successivo upgrade di Fitch del 19 settembre, hanno infatti contribuito a dipingere un quadro complessivo di performance italiane da primato, come qualcuno le ha definite, che dal 2022 a oggi hanno riguardato diversi indicatori finanziari, dall'andamento dello spread alla credibilità sui mercati. Si tratta di elementi che, nel loro insieme, hanno creato le condizioni affinché anche l'agenzia più cauta potesse riconsiderare la sua posizione.




