Elmer Moller, il rovescio che sfida Sinner a Madrid nato nei parcheggi
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Redazione Sport
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Jannik Sinner, reduce da un esordio complicato contro Benjamin Bonzi che gli ha strappato un set, si trova oggi a dover gestire un'insidia che forse pochi si aspettavano: Elmer Moller, un ragazzo danese di 22 anni, ha fatto irruzione nel tabellone principale del Masters 1000 di Madrid con la stessa foga con cui un tempo colpiva la pallina nei parcheggi, lontano dai riflettori. Il dato statistico che forse racconta meglio il divario abissale tra i due è questo: Moller, in tutta la sua carriera, ha giocato 25 partite nel circuito maggiore, esattamente lo stesso numero di vittorie che l'altoatesino ha collezionato nel solo 2026. E se è vero che sul Manolo Santana il 22enne numero 169 del mondo si troverà di fronte un'avversario 168 posizioni più in alto, è altrettanto vero che questa estrema disparità di ruoli lo libera da qualsiasi pressione, trasformando la sfida in un'opportunità più che in un ostacolo.
L’occasione nata dal ritiro di Diallo e il feeling speciale con Madrid
Il destino, si sa, a volte disegna percorsi imprevedibili. Nello sviluppo naturale del tabellone, il secondo turno per Sinner (che per le teste di serie corrisponde al debutto) sarebbe dovuto essere contro il canadese Gabriel Diallo; questi, però, si è dovuto ritirare a metà del terzo set proprio mentre stava cedendo il passo a Moller, il quale era comunque arrivato da quelle qualificazioni dove aveva già superato senza intoppi due avversari. Prima di approfittare del ritiro del giocatore nordamericano, il danese aveva già dato prova della sua solidità eliminando un altro italiano, il giovane Federico Cinà, dimostrando di avere le spalle larghe nonostante la bassa percentuale di vittorie collezionate nel circuito maggiore. Per Moller, la Caja Magica rappresenta già un luogo del cuore, se è vero che lo scorso anno proprio qui fece il suo esordio assoluto in un Masters 1000; un esordio, va detto, che si chiuse con una sconfitta contro Joao Fonseca, ma che gli ha permesso di assorbire l'atmosfera di un palcoscenico che oggi lo vede protagonista.
Un rovescio da manuale che ha stregato anche Ruud
Se c'è un fondamentale che potrebbe impensierire il numero uno del mondo, nonostante l'enorme differenza tecnica che li separa, è il colpo che parte da sinistra di Elmer. Quando gli esperti provano a descrivere il suo repertorio, la conversazione vira inevitabilmente su quel rovescio bimane che ha definito la sua ascesa nei tornei Challenger – quattro vittorie, tutte rigorosamente sulla terra battuta. A lanciare un avvertimento al mondo del tennis ci ha pensato addirittura Casper Ruud, che di rovesci se ne intende: il norvegese ha confessato di essersi imbattuto in una compilation del giocatore danese e di esserne rimasto letteralmente "di stucco", tanto da arrivare a dire, con una punta di invidia, che vorrebbe possedere lui stesso quella stessa arma letale. Pur non disponendo di una prima palla devastante, Moller riesce a caricare il colpo da sinistra con una potenza tale da sembrare quasi uno smash, riuscendo a trovare angoli e accelerazioni che sulla superficie madrilena – dove l'altitudine di 650 metri fa viaggiare la pallina più velocemente – potrebbero rivelarsi particolarmente insidiosi se Sinner non dovesse trovare subito la giusta lunghezza.
Dai parcheggi di Aarhus alla Coppa Davis, la genesi di uno specialista della terra
A differenza di tanti altri fenomeni precoci cresciuti in accademie d'élite o con genitori ex campioni, il percorso di Moller è atipico, quasi naif. Cresciuto ad Aarhus, in una famiglia dove il tennis non era mai stato di casa, il danese ha iniziato a impugnare la racchetta quasi per caso, scambiando colpi con il padre nei parcheggi più che sui campi in terra battuta. Lo stesso Moller ha raccontato di essere stato per lungo tempo davvero scarso, ma di aver continuato per il semplice amore per lo sport prima di scoprire che il tennis era la sua strada. Per quanto la carriera sia ancora costellata più di soddisfazioni nei Challenger che di exploit nel circuito maggiore, è stato con la maglia della sua nazionale che Moller ha tirato fuori il meglio delle sue qualità, regalando alla Danimarca prestazioni di grosso spessore in Coppa Davis e giocandosi alla pari contro avversari ben più quotati come Bublik o Medjedovic. Questa capacità di esaltarsi nelle sfide complicate, unita alla consapevolezza di affrontare il numero uno del mondo senza nulla da perdere, lo rende un cliente scomodo per chiunque. Il match contro Sinner rappresenta l'esame più difficile della sua breve carriera, ma anche l'occasione per dimostrare che il suo rovescio non è solo un colpo da "highlight", ma un'arma da top 100.




