Sinner vola agli ottavi a Madrid, Moller nel finale perde la racchetta e respinge con la mano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel pomeriggio della “Caja Magica”, sulla terra battuta che per sua natura esalta la pazienza tattica e punisce l’improvvisazione, Jannik Sinner ha fornito l’ennesima dimostrazione di una superiorità che ormai sembra radicata nella sua routine agonistica. Il numero uno del mondo e del tabellone del "Mutua Madrid Open" – il quarto Masters 1000 della stagione, dotato di un montepremi che supera gli otto milioni di euro – ha liquidato il danese Elmer Moller, 169 del ranking e proveniente dalle qualificazioni, con il punteggio di 6-2, 6-3, agguantando così un posto negli ottavi di finale che sembrava scritto già nel momento in cui i due si sono scambiati i primi colpi da fondo.

Dopo un esordio tutt’altro che scintillante contro Bonzi, dove aveva sofferto più del previsto, l’altoatesino ha trovato il modo di alzare l’asticella della sua intensità, concedendo pochissime briciole a un avversario che, almeno nel punteggio, non ha mai realmente impensierito la sua solidità. In un’ora e diciassette minuti di gioco Sinner, che ora aspetta il vincente tra il britannico Cameron Norrie e l’argentino Thiago Agustin Tirante, ha spezzato la resistenza del giovane scandinavo con un tennis chirurgico, fatto di traiettorie precise e cambi di ritmo che sulla terra della capitale spagnola risultano spesso soffocanti per chi sta dall’altra parte della rete.

Il punto surreale e l’istinto di sopravvivenza di Moller

Tuttavia, se il risultato non ha mai corso particolari rischi per il campione azzurro, l’attenzione dei presenti si è improvvisamente accesa durante lo scambio conclusivo del primo set, quando il tennis – inteso come gesto tecnico codificato – ha lasciato spazio a un episodio di puro istinto. Il danese Moller, già in difficoltà nel tentativo di arginare la potenza di Sinner, ha perso il controllo della racchetta mentre cercava di rispondere a una palla: l’attrezzo è volato via, ma il giocatore, con una prontezza di riflessi quasi surreale, ha ribattuto la pallina con la mano nuda, restituendola al campo dell’avversario. Un gesto tanto inutile ai fini del punto (perso, inevitabilmente) quanto esemplificativo della frustrazione e dello spirito di sopravvivenza che animava il tennista nordico in una partita ormai senza storia. Quel set, come logica conseguenza, è finito 6.

La macchina da guerra Sinner e la serie positiva

Nel secondo parziale Sinner non ha concesso ulteriori illusioni. Pur dovendo gestire le condizioni altalenanti del campo – un tema che l’azzurro ha sottolineato anche nel post-partita, spiegando come la temperatura e l’esposizione al sole modifichino la reattività del rosso iberico – il numero uno al mondo ha mantenuto una concentrazione ferrea. La sua striscia di vittorie consecutive nei tornei Masters 1000, d'altronde, non è frutto del caso: si tratta di una serie che ormai tocca quota 24 successi di fila a questo livello, a testimonianza della maturità raggiunta da un giocatore capace di adattarsi a superfici e condizioni atmosferiche diverse senza mai perdere la bussola del gioco.

Con i muscoli addominali di Moller che hanno richiesto l’intervento del fisioterapista sul 2-5 del primo set – un problema fisico che ha limitato ulteriormente la già ridotta capacità di reazione del danese – la partita si è avviata verso l’epilogo più scontato. Sinner ha imposto il suo ritmo, ha servito con percentuali alte nei momenti decisivi e ha chiuso i conti senza patemi psicologici, dimostrando che la motivazione, per lui, risiede semplicemente nella ricerca della soluzione vincente a ogni singola palla.

Un martedì di attesa e la prospettiva degli ottavi

Adesso, in attesa di scendere nuovamente in campo martedì 28 aprile, l’azzurro osserva con fiducia la parte di tabellone che gli si apre davanti. L’ostacolo degli ottavi, contro un avversario probabilmente più ostico di Moller ma comunque alla sua portata, rappresenta il primo vero crocevia di questo Masters 1000 madrileno. Chi si aspetta passi falsi da questo Sinner, abituato a vincere in scioltezza anche quando le condizioni di gioco sono tutt’altro che ideali, dovrà probabilmente attendere un avversario di spessore ben superiore. Il 6-2, 6-3 inflitto al danese è la fotografia di un momento di forma che, sulla terra come sul cemento, continua a spaventare l’intero circuito ATP.

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