Jannik Sinner archivia Moller e punta al quinto masters 1000 consecutivo a Madrid
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Redazione Sport
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Il numero uno del mondo, Jannik Sinner, ha liquidato la pratica Elmer Moller in poco più di un’ora e mezza, imponendosi con il punteggio di 6-2, 6-3 nel terzo turno del Masters 1000 di Madrid. Sulla terra battuta della Caja Magica, dove le condizioni di gioco – come lui stesso ha più volte sottolineato – risultano particolarmente insidiose a causa dell’altitudine, l’altoatesino ha offerto una prestazione decisamente più solida rispetto all’esordio contro Benjamin Bonzi, quando aveva clamorosamente ceduto il primo set prima di operare la rimonta. Questa volta, contro il giovane danese, non c’è stata storia: Sinner ha concesso solo un break lungo il percorso, dimostrando ancora una volta quella capacità di adattamento che lo sta rendendo un dominatore assoluto della categoria.
Battuta d’arresto per Griekspoor, avanza senza patemi Lorenzo Musetti
Qualche patema in più, seppur contenuto nei due parziali, lo ha sofferto invece Lorenzo Musetti. Il numero 9 del mondo, chiamato a difendere la semifinale raggiunta un anno fa nella capitale spagnola, ha superato con un doppio 6-4, 7-5 l’olandese Tallon Griekspoor. Per il tennista di Carrara, la sfida ha rappresentato un test importante contro un avversario solido, risolto però nei momenti cruciali del match. Il break decisivo arrivato all’undicesimo game del secondo set ha chiuso ogni velleità per Griekspoor, che non è riuscito a ripetere i successi ottenuti nei precedenti confronti diretti contro l’azzurro. Agli ottavi di finale, ad attendere Musetti ci sarà ora il ceco Jiri Lehecka, testa di serie numero 11, che ha liquidato in due set (6-4, 6-2) l’americano Alex Michelsen senza concedere alcuna palla break al suo avversario.
La Caja Magica, un campo dalle condizioni uniche che sfida i giocatori
Il tema delle condizioni di gioco è stato centrale anche nel post-partita di Sinner. Non si tratta di una semplice scusa o di un luogo comune; la Caja Magica, situata a oltre 600 metri sul livello del mare, modifica la traiettoria della palla e la percezione del rimbalzo per i tennisti. “Più o meno il campo era lo stesso dei giorni precedenti – ha spiegato il numero uno al mondo – ma molto dipende dalla temperatura e dal sole”. Questa variabilità, se da un lato rende il torneo madrileno uno dei più ostici da gestire per la testa di serie, dall’altro sta diventando terreno di coltura perfetto per il gioco di Sinner, sempre più a suo agio anche sulla terra battuta sebbene in passato, lo ricordiamo, non sia mai riuscito a spingersi oltre i quarti di finale in questo specifico torneo.
Un record storico a portata di mano: la caccia al pokerissimo
Con la vittoria su Moller, Sinner allunga la sua incredibile striscia di successi nei tornei Masters 1000. La serie positiva più lunga della storia, nei tornei di questa categoria, resta quella di Novak Djokovic con 31 vittorie consecutive nel 2011; ma il dato che fa impressione è la sequenza di finali vinte dall’azzurro. Parigi-Bercy, Indian Wells, Miami e Montecarlo: quattro tornei, quattro trionfi. Se dovesse alzare il trofeo anche a Madrid, entrerebbe nel club esclusivo (diventandone l’unico membro) dei tennisti capaci di vincere cinque Masters 1000 di fila, un’impresa mai riuscita nemmeno ai mitici Big Three. Lui, dal canto suo, continua a smorzare l’entusiasmo: a chi gli chiede di paragonarsi ai mostri sacri del passato, Sinner risponde con la solita umiltà, affermando di non poter essere ancora messo allo stesso livello di campioni che hanno fatto la storia di questo sport.




