Marco Bezzecchi vince il Gp del Brasile, la gara accorciata per il caldo estremo
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Redazione Sport
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Il Motomondiale, dopo il primo atto in Thailandia, prosegue il suo cammino in Sudamerica. È il gran premio del Brasile a ospitare il secondo round di una stagione che, già da questi primi appuntamenti, sta delineando gerarchie inaspettate. Sul circuito di Goiania, l’Aprilia ha trovato la strada maestra, imponendosi con il suo pilota Marco Bezzecchi al termine di una gara domenicale che, per ragioni di sicurezza legate al caldo e al conseguente degrado degli pneumatici, è stata accorciata nel numero di tornate previste. L’azzurro, già vincitore in Thailandia, ha confermato un momento di forma straordinario, regalando alla casa di Noale un successo che sa di consacrazione dopo le buone indicazioni raccolte nelle sessioni precedenti.
La griglia di partenza, definita sabato tra le polemiche per le condizioni dell’asfalto e i conseguenti ritardi nelle qualifiche delle classi minori, vedeva in prima fila Fabio Di Giannantonio, autore di una pole position di grande sostanza, affiancato proprio da Bezzecchi e dal campione del mondo in carica Marc Marquez. La Sprint race di ieri, vinta da Marquez dopo un duello serrato con Di Giannantonio, aveva già fornito un antipasto delle dinamiche di questo weekend: il ducatista spagnolo, alla ricerca del riscatto dopo il ritiro in Thailandia, sembrava aver ritrovato il feeling con la sua Desmosedici, ma le Aprilia di Martin e Bezzecchi, rispettivamente terzo e quarto, avevano dimostrato di avere il passo per impensierire il colosso di Borgo Panigale.
La gara odierna, prevista su una distanza di 31 giri (la lunghezza del tracciato brasiliano è la seconda più corta del calendario dopo il Sachsenring), ha subito una modifica sostanziale pochi istanti prima del via a causa delle condizioni climatiche estreme. Le temperature elevate, combinate con l’umidità, hanno reso insostenibile l’utilizzo delle gomme per l’intera durata del gran premio, costringendo i commissari sportivi a ridurre il numero di tornate a 23 per preservare l’incolumità dei piloti. Una decisione, questa, che ha inevitabilmente influito sulle strategie, premiando chi è riuscito a gestire al meglio la rabbia iniziale e il degrado degli pneumatici nel tratto finale della corsa accorciata.
Nelle battute iniziali, dopo un warm up mattutino che aveva visto ancora Bezzecchi porsi al comando davanti a ben cinque Ducati, il copione sembrava volersi ripetere rispetto alla Sprint. Di Giannantonio, partito dalla pole, ha cercato di imporre un ritmo elevato per scappare via, tentando di riscattare l’occasione sfumata il giorno prima proprio sotto gli attacchi di Marquez. Il campione spagnolo, che durante il warm up si era detto scettico sulla lunghezza eccessiva dei 31 giri, si è messo nuovamente all’inseguimento. Tuttavia, a differenza di sabato, la marcia di Bezzecchi si è rivelata inarrestabile. L’italiano, che aveva sofferto nelle prove del venerdì, ha operato una rimonta solida, superando i rivali e gestendo il ritmo con la consapevolezza di chi si sente a proprio agio sulla RS-GP.
Il duello per il podio ha visto quindi una nuova gerarchia imporsi. Alle spalle del vincitore, Jorge Martin ha completato una rimonta che sa di rivalsa, portando la seconda Aprilia al secondo posto e sigillando una prestazione corale eccellente per la squadra. Di Giannantonio, nonostante la caduta rimediata in mattinata nel warm up senza conseguenze fisiche, ha dovuto accontentarsi della terza posizione, chiudendo un fine settimana comunque di alto profilo caratterizzato dalla prima fila e da un passo gara costante. Marc Marquez, invece, ha dovuto cedere il passo chiudendo in quarta posizione, interrompendo la striscia di vittorie consecutive che sembrava aver avviato nella gara breve.
Tra i temi di giornata, oltre al dominio della casa di Noale, spicca la difficile gestione delle gomme da parte di molti piloti, fattore che ha contribuito a rimescolare le carte rispetto alle previsioni della vigilia. Se la Ducati, pur con le sue cinque moto nelle posizioni di vertice nel corso del warm up, ha mostrato qualche incertezza in più nella gara lunga, l’Aprilia ha capitalizzato al meglio il lavoro svolto nelle sessioni di assestamento. Il caldo, che ha causato l’accorciamento della gara, ha imposto una guida più attenta, penalizzando chi tende a spingere al limite fin dalle prime fasi e premiando invece chi, come Bezzecchi, è riuscito a dosare le energie trovando la quadra perfetta con l’assetto nei momenti decisivi. La cronaca della domenica brasiliana restituisce quindi l’immagine di un campionato dove l’equilibrio sembra essersi spezzato a favore della continuità mostrata dal team campione in carica della Sprint.




