L’effetto domino dell’intelligenza artificiale: console e pc verso nuovi rincari nel 2026

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Un rapporto proveniente dal settore, considerato attendibile, ha lanciato un nuovo allarme per i consumatori, ipotizzando che le console di Sony e Microsoft, la PS5 e la Xbox Series, potrebbero andare incontro a ulteriori aumenti di prezzo già nel corso del prossimo anno. La motivazione, che si aggiunge a una serie di dinamiche già in atto da tempo, risiede in una crisi di approvvigionamento che sta colpendo in modo particolare le memorie RAM, le quali – è bene sottolinearlo – subiscono una pressione senza precedenti a causa della corsa globale all’intelligenza artificiale. La domanda esplosiva per le infrastrutture necessarie a supportare l’IA, infatti, sta assorbendo grandi quantitativi di componenti fondamentali, creando scarsità e spingendo i costi verso l’alto in un mercato che fatica a tenere il passo.

Il quadro generale tra conferme e stime riviste

La notizia relativa alle console non arriva inaspettata, ma si inserisce in un contesto ben più ampio e già delineato da diverse aziende. ASUS, per fare un esempio concreto, ha reso noto che a partire dai primi giorni di gennaio procederà con l’aumento dei listini di una parte dei suoi prodotti, adducendo esplicitamente come causa le “pressioni sui costi” per DRAM e storage. Dell e Framework, quest’ultimo noto per la sua filosofia modulare, hanno intrapreso strade analoghe, con quest’ultimo che ha già modificato i prezzi dei suoi moduli di memoria in almeno due distinte occasioni nell’arco degli ultimi mesi. Si tratta, insomma, di un fenomeno trasversale che non risparmia alcun segmento del mercato tecnologico.

Le previsioni di mercato e un possibile caso a parte

International Data ration ha fornito un quadro quantitativo piuttosto netto di questa tendenza, rivedendo in maniera significativa le sue previsioni per il 2026. Gli analisti, che solo un mese fa stimavano un calo delle spedizioni di PC pari al 2,5%, parlano ora di un possibile declino che potrebbe raggiungere il 9%, un dato che evidenzia come la carenza di componenti e i conseguenti rincari siano destinati a pesare non solo sulle tasche dei singoli acquirenti ma anche sui volumi di vendita complessivi dell’intero settore. Tuttavia, non tutte le aziende sembrano destinate a subire l’impatto nella stessa misura: secondo alcune analisi di TrendForce, Apple potrebbe riuscire a contenere gli effetti di questi aumenti grazie alla sua peculiare capacità di gestione della supply chain e al suo potere d’acquisto, che le consentirebbero di ammortizzare, almeno in parte, i rincari sulle memorie.

Le conseguenze sul lungo periodo

Il quadro che emerge, quindi, è quello di un’industria tecnologica costretta a ridefinire i propri equilibri economici sotto la spinta di un fattore esterno e pervasivo come l’intelligenza artificiale. La scarsità di RAM, destinata a protrarsi secondo molti osservatori, agisce come un moltiplicatore di costi che si ripercuote a valle su prodotti finiti molto diversi tra loro, dalle workstation professionali alle console da salotto fino ai personal computer di uso comune. Questa dinamica, del resto, dimostra quanto il settore sia interconnesso e vulnerabile a shock che nascono in ambiti specifici, ma che hanno la forza di propagarsi rapidamente, influenzando le strategie di prezzo di tutti i principali attori in gioco e ridisegnando le prospettive di mercato per il prossimo futuro.

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