Il colpo di Mediaset per le Atp Finals e il caso Petrecca: il servizio pubblico perde il tennis e la faccia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non era sufficiente, a quanto pare, l’imbarazzo accumulato nella notte della cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina, quando il direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, autoassegnatosi il ruolo di telecronista nonostante le perplessità della redazione, infilò una sequenza di gaffe – scambiare l’attrice Matilda De Angelis per Mariah Carey, non riconoscere i tedofori della pallavolo azzurra, confondere la presidente del Cio con la figlia del Capo dello Stato – tale da far definire la sua prestazione, persino dalle opposizioni in Parlamento, una «parodia» dell’evento -5-8. Quella débâcle, che aveva già messo in fibrillazione i vertici di viale Mazzini e portato il sindacato Usigrai a chiedere la testa del giornalista, rappresentava già un campanello d’allarme fragoroso sullo stato di salute dell’azienda. Ma è nelle ultime settantadue ore che la situazione è precipitata, configurando quello che da più parti viene ormai descritto non come un semplice incidente di percorso, bensì come l’emblema di una strategia d’acquisto quantomeno distratta.

La tv di Stato, infatti, ha accusato un colpo ben più pesante dal punto di vista industriale e valoriale: l’ha sferrato Mediaset, che ha formalizzato un accordo triennale con Atp Media per la trasmissione in chiaro delle Atp Finals, la kermesse che dal 2021 si tiene in Italia e che mette di fronte, ogni novembre, gli otto maestri del tennis mondiale -4-7. La Rai, che sino allo scorso anno aveva detenuto quei diritti – sublicenziati da Sky, titolare della copertura integrale pay – è stata semplicemente scavalcata, superata da un’offerta giudicata evidentemente più sa e che qualcuno, nei corridoi di Cologno Monzese, definisce già «irrinunciabile» -1. Il pacchetto in palio non riguarda l’intero torneo, bensì una selezione di otto partite, quelle di maggior richiamo, tra cui la finalissima: è la finestra sulla quale, fino al 2025, il servizio pubblico aveva potuto contare per raccontare i successi azzurri di Jannik Sinner, capace di dominare le ultime due edizioni.

Si tratta, per l’esattezza, di quelle stesse partite che nell’ultima finale tra Sinner e Alcaraz hanno letteralmente fatto esplodere i dati Auditel, toccando punte di oltre sette milioni di spettatori e un share complessivo vicino al trentasette per cento: numeri che certificano non solo il momento d’oro del tennis italiano – con Sinner numero uno al mondo e Lorenzo Musetti stabilmente nell’élite – ma anche la potenza di fuoco che un evento del genere sprigiona in termini di pubblico generalista -1-10. Ecco, è precisamente quella potenza che da quest’anno finirà negli archivi di Mediaset, mentre la Rai si ritrova a guardare i fuoriclasse di casa propria attraverso lo schermo del concorrente. Un paradosso che il cda e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi dovranno fronteggiare mentre, sull’altro versante, si consuma la resa dei conti interna.

Le proteste interne e la corsa per la cerimonia di chiusura

La notizia della perdita dei diritti ha innescato una reazione immediata e corrosiva da parte dei giornalisti Rai, e non solo quelli della testata sportiva. Usigrai e il Comitato di redazione di Raisport hanno diramato una nota laconica ma pesante come un macigno, nella quale non si limitano a esprimere «grande preoccupazione»: hanno stilato, quasi fosse un necrologio, l’elenco degli eventi che il servizio pubblico ha lasciato progressivamente scivolare via – la Serie A di basket, il Sei Nazioni di rugby, la Coppa Italia di calcio, alcune classiche del ciclismo – e hanno posto una domanda secca, quasi retorica, sulla strategia di smantellamento dell’offerta sportiva -2-10. È il ritratto di un’azienda che, mentre si interroga su come rimpiazzare i vuoti, continua a perderne di nuovi.

È in questo clima, tra lo sconcerto per l’affare sfumato e la tensione preolimpica, che è maturata la decisione su Petrecca. La riunione tra l’ad Rossi e il direttore di Raisport, tenutasi martedì, ha sancito ciò che era ormai nell’aria: Petrecca non condurrà la cerimonia di chiusura dei Giochi. Una comunicazione secca, quella arrivata al diretto interessato, che gli ha tolto la conduzione dell’evento senza però – almeno per il momento – rimuoverlo dalla guida della testata -2. Una soluzione di compromesso, forse, che non placa però le acque. Per la serrata di domenica, infatti, si fa il nome del giornalista altoatesino Stefano Bizzotto, figura storica e di provata esperienza, che già nel 2002 affiancò Franco Bragagna alla cerimonia d’apertura di Salt Lake City; accanto a lui, come alternativa, viene indicato Marco Lollobrigida, vice direttore vicario di Raisport -2. Entrambi, in queste ore, sono comunque impegnati nella copertura quotidiana dei Giochi, ma la sensazione è che la scelta sia ormai orientata.

L’eco politica di un doppio smacco

La convergenza temporale delle due vicende – il flop olimpico e la perdita del tennis – ha inevitabilmente proiettato la questione dentro l’emiciclo parlamentare. Il Partito Democratico parla di «ennesima batosta» per il servizio pubblico e chiede a gran voce le dimissioni del direttore di Raisport, mentre il Movimento 5 Stelle definisce la Rai in una condizione di «collasso», con il leader di Italia viva, Matteo Renzi, che ironizza sull’asse tra la tv di Stato degli «amichetti» e Mediaset degli «alleati» -7-10.

Al netto delle dialettiche politiche, ciò che emerge è la percezione, interna ed esterna, di una debolezza strutturale: la stessa azienda che sino a pochi anni fa – stando ai bilanci e alle dichiarazioni di intenti – fondava la propria strategia sull’acquisizione di manifestazioni di interesse nazionale per garantirne la gratuità ai cittadini, sembra oggi incapace di trattenere l’evento clou della stagione tennistica, proprio mentre l’Italia lo ospita e lo domina. E mentre Mediaset, che già detiene i diritti delle partite della nazionale di calcio e di numerosi club di serie A, allarga ulteriormente il proprio archivio sportivo in chiaro, la Rai è chiamata a fare i conti con una nota dei propri dipendenti che, senza mezzi termini, la accusa di «dolorose rinunce» -10.

keywords: Rai, Mediaset, Atp Finals, diritti tv, tennis, Paolo Petrecca, Olimpiadi, servizio pubblico, Usigrai, Sinner description: La Rai perde i diritti delle Atp Finals a favore di Mediaset, mentre il direttore Petrecca viene escluso dalla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi. Ascolti record e polemiche politiche.

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