Tra risiko e Jackson Hole: i mercati ripartono dopo le tensioni sui bond. L'IA al test di Nvidia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   MILANO – Tra tensioni geopolitiche ormai permanenti, rinnovati screzi commerciali sull'asse Usa-Canada e il nervosismo del mercato dei bond che ha visto i titoli di Stato a lunga scadenza toccare massimi di rendimento più che decennali, la nuova settimana offre tre eventi-chiave agli investitori. Il primo, e forse il più atteso, è l'inizio del tradizionale simposio di Jackson Hole, in programma dal 27 al 29 agosto presso il Jackson Lake Lodge nel Wyoming, organizzato dalla Federal Reserve Bank of Kansas City sul tema “Financial Innovation: Implications for Payments and Policy”.

Sarà la prima uscita pubblica di alto profilo del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, insediatosi a maggio, chiamato a delineare la propria visione e a confrontarsi con i suoi omologhi internazionali in un momento di particolare complessità per l'economia globale.

Il debutto di Warsh e il peso dell'inflazione

L'attenzione degli operatori è concentrata sulle parole che Warsh pronuncerà nella mattinata di venerdì 28 agosto, in un contesto segnato da un'inflazione che, nonostante un lieve miglioramento dei dati più recenti, rimane ostinatamente al di sopra dell'obiettivo del 2% fissato dalla banca centrale.

A complicare ulteriormente il quadro, la recente decisione del Tesoro di intervenire nel mercato obbligazionario ha sollevato interrogativi sui tradizionali confini tra politica fiscale e monetaria, ponendo Warsh di fronte a quella che molti definiscono una "prova del fuoco".

La sfida per il nuovo presidente della Fed è duplice: da un lato, deve dimostrare determinazione nel riportare l'inflazione sotto controllo, un compito in cui il suo predecessore aveva mostrato incertezze; dall'altro, deve farlo senza fornire indicazioni troppo esplicite sulle future mosse di politica monetaria, rischiando altrimenti di alimentare ulteriore volatilità.

L'attesa per i dati PCE e la riunione di settembre

In attesa del simposio, il primo appuntamento della settimana è fissato per mercoledì 26 agosto, con la pubblicazione dell'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) relativo al mese di luglio. Si tratta dell'indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve, e le stime parlano di un incremento annuo del 3,6%, in leggero calo rispetto al 3,7% di giugno.

Un dato in linea con le previsioni potrebbe corroborare l'idea che le pressioni inflazionistiche stiano gradualmente rallentando, alimentando le speranze di un possibile mantenimento dei tassi di interesse invariati nella riunione del FOMC in programma per metà settembre. Il mercato del lavoro, pur mostrando segnali di lieve raffreddamento, non presenta ancora evidenti segni di surriscaldamento, elemento che potrebbe indurre la banca centrale a scegliere la via dell'attesa prima di intraprendere nuove azioni.

Nvidia, la regina dell'AI, sotto i riflettori

Il terzo evento chiave della settimana, destinato a catalizzare l'attenzione degli investitori, è la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre di Nvidia, in programma sempre per mercoledì 26 agosto, dopo la chiusura dei mercati statunitensi.

La società, simbolo indiscusso della corsa all'intelligenza artificiale, si trova ad affrontare una sfida tutt'altro che agevole: le aspettative degli analisti sono infatti alle stelle, con un consensus che stima ricavi per circa 92 miliardi di dollari e un utile per azione adjusted di 2,08 dollari, valori che rappresenterebbero una crescita di circa il 96% e il 98% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Tuttavia, superare queste stime potrebbe non essere sufficiente a soddisfare il mercato, che osserverà con estrema attenzione la capacità del colosso dei chip di mantenere elevati margini di profitto, in un contesto di costi crescenti per componenti come la memoria ad alta velocità, e la solidità delle prospettive per il trimestre in corso, per il quale si prevedono ricavi superiori ai 103 miliardi.

Il peso delle attese e l'incognita dei margini

Il bilancio di Nvidia sarà analizzato al microscopio non solo per i dati assoluti, ma anche per i segnali che potrà fornire sulla tenuta della domanda di hardware per l'IA, in particolare per la nuova architettura Blackwell, e sulla capacità di far fronte alle sfide competitive poste da rivali come AMD e dai chip sviluppati internamente dai grandi fornitori di servizi cloud.

A pesare sul giudizio degli analisti vi sono anche le incertezze legate al mercato cinese, dove le restrizioni normative rappresentano un ostacolo, e le possibili mosse di M&A per rafforzare l'ecosistema del gruppo. Il mercato delle opzioni sta già scontando una potenziale volatilità del titolo di circa il 6% in seguito alla pubblicazione dei conti.

Una cifra che testimonia come il verdetto degli investitori su Nvidia possa avere ripercussioni ben più ampie, influenzando non solo il settore dei chip, ma l'intero comparto tecnologico legato all'intelligenza artificiale.

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